Bambini in spiaggia, le regole per proteggere la pelle dal melanoma

Le scottature in età pediatrica sono un fattore che predispone al melanoma, lo affermano gli esperti dell'IMI, Intergruppo Melanoma Italiano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:45
Rimini
Immagine tratta da PIxabay

L’estate è arrivata e molte famiglie si preparano a trascorrere le vacanze estive al mare. A questo proposito, arrivano le regole suggerite dall’ IMI, Intergruppo Melanoma Italiano per esporsi al sole in sicurezza.

Un no secco ai neonati in spiaggia almeno fino ai sei mesi di età, neanche se sistemati al riparo dell’ombrellone. Per loro è anche sconsigliato l’uso di filtri solari.

Molta cautela tra i 6 mesi e un anno e in ogni caso solo durante le prime ore della mattina e il tardo pomeriggio.

“Complice il lungo lock down per la Covid 19 – afferma all’Ansa il presidente IMI Ignazio Stanganelli, direttore della Skin Cancer Unit dell’ IRCCS Istituto Romagnolo per lo Studio dei Tumore, professore associato dell’Università di Parma – con le prime giornate di bel tempo c’è più che mai la voglia di stare all’aria aperta. Ma non dobbiamo abbassare la guardia. Abbronzatura non vuol dire salute. Anzi, se non si seguono le regole della corretta esposizione, si rischia di abbassare le difese immunitarie con danni permanenti alle cellule. E a farne le spese sono i più piccoli”. Le scottature in età pediatrica sono un fattore che predispone al melanoma, tumore maligno della pelle.

Lo dicono i numeri

E i numeri parlano chiaro. Secondo i dati della Campagna di sensibilizzazione IMI “Il Sole per Amico”, si brucia ancora il 9,4% dei bambini. Non solo: se da un lato negli ultimi 15 anni è aumentato del 14,7% l’uso di creme solari (dal 71,1% all’85,8%) e dell’11,1% (dal 19,7% al 28,8%) l’uso della maglietta ogni volta che si sta al sole, dall’altro il cappello invece non viene considerato un mezzo di protezione, tanto che è aumentato del 6,6% chi non lo usa mai (dal 20,9% al 26,5%). I bambini con gli occhi chiari o marrone/verde corrono un rischio solo lievemente più alto di bruciarsi al sole, ma l’eventualità cresce sensibilmente per chi ha più di 20 nei sulle braccia e addirittura raddoppia per chi ha una pelle molto chiara rispetto a chi ne ha una scura.

“Per i bambini – conclude Stanganelli – è sempre consigliata la protezione massima (Spf +50), ma è bene fare anche uso di magliette e altri indumenti protettivi. Occhiali da sole compresi. In ogni caso l’esposizione deve essere lenta e graduale, per un tempo limitato e sempre protetti”.

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