Twitter blocca la pubblicità politica in tutto il mondo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:00

Svolta su Twitter, il servizio di notizie e microblogging fornito dalla società Twitter, Inc. su cui gli utenti postano e interagiscono con messaggi di testo con lunghezza massima di 280 caratteri chiamati tweet. L'azienda ha annunciato che, a partire da questo Novembre, bloccherà la pubblicità politica in tutto il mondo. Una scelta che risponde alle crescenti critiche sulla disinformazione fatta dai politici sui social media.

Cambridge Analytica

L’amministratore delegato Jack Dorsey ha spiegato in una serie di tweet che in questo modo l’azienda intende prevenire futuri problemi. “Abbiamo deciso di bloccare ogni forma di pubblicità politica su twitter in tutto il mondo – ha scritto – perché crediamo che l’audience debba essere conquistata e non acquistata”. Affermazioni, queste, che – secondo Euronews – “sembrano tirare in ballo le recenti scelte del diretto concorrente di Facebook, il cui fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg ha deciso che la compagnia non verificherà la veridicità delle affermazioni contenute delle pubblicità dei vari attori politici che acquisteranno spazi sulla piattaforma”. Dopo l’annuncio, il titolo di Twitter ha però perso terreno a Wall Street arrivando a cedere oltre il 2% nelle contrattazioni after hours. Creata nel marzo 2006 da Jack Dorsey, Noah Glass, Biz Stone ed Evan Williams e lanciata nel luglio dello stesso anno, la Twitter, Inc. – che ha sede in San Francisco (Stati Uniti) – conta oltre 320 milioni di utenti attivi mensilmente. La scelta dell'azienda arriva dopo le 500mila sterline di multa comminate a Facebook per violazione della legge sulla protezione dei dati, in merito allo scandalo Cambridge Analytica, la società di consulenza guidata dall’ex consigliere di Donald Trump, Steve Bannon, che era entrata in possesso dei dati di circa 87 milioni di utenti in tutto il mondo, tra cui oltre 214 mila italiani. Uno scenario che, secondo la Ftc, poneva Facebook in una posizione di violazione degli impegni del 2012, coi quali il social garantiva l'abnegazione totale alla garanzia della privacy degli utenti.

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