Né ragli né biada: ecco il mulo robot

ULTIMO AGGIORNAMENTO 2:43

Animali robot al servizio dell’uomo. Si chiama HyQ-Blue il robot quadrupede su cui stanno lavorando il Dipartimento di Ingegneria industriale dell'Università di Trento e l'Istituto italiano di tecnologia (Iit). Adatto per la montagna, resistente e agile, il “mulo” robot – spiegano all’Ansa i ricercatori – è in grado di muoversi su terreni impervi, trasportare carichi pesanti e andare al trotto. Il robot, al centro di un accordo di collaborazione tra l'ateneo trentino e l'Itt di Genova, è stato trasferito da Genova a Trento dove verrà studiato per i prossimi tre anni. HyQ-Blue pesa 90 chili, è lungo un metro, ha il corpo in lega di alluminio, è capace di camminare, trottare, salire e scendere scale, portare e trainare pesi, proprio come farebbero i muli degli alpini.

Fino alle zone più impervie

L'obiettivo a lungo termine del progetto è creare software, algoritmi e hardware robusti per robot quadrupedi che riescano ad accedere a zone impervie caratterizzate da terreni accidentati e che possano intervenire, in caso di catastrofi naturali, nelle ispezioni di luoghi inaccessibili all'uomo e a supporto di attività in montagna e nell'ambito agricolo. “Cercheremo di migliorare ulteriormente le capacità di HyQ-Blue per avvicinarci sempre più a delle prestazioni necessarie per applicazioni reali”, dice all’Ansa Andrea Del Prete, responsabile scientifico dell'accordo per l'Università di Trento”. E aggiunge: “Useremo algoritmi di apprendimento automatico per velocizzare le tecniche di controllo del robot (basate su ottimizzazione numerica) e quindi migliorare le sue capacità di reazione ai disturbi e agli imprevisti. Inoltre il robot sarà usato come piattaforma di validazione degli algoritmi di controllo sviluppati nelle attività di ricerca del Dipartimento”.

Nella vita quotidiana

Progettato e costruito all'Itt di Genova, nel laboratorio Dynamic Legged Systems diretto da Claudio Semini, HyQ-Blue fa parte della serie di robot animaloidi HyQ azionati idraulicamente (non elettrici), sviluppati dai ricercatori dell'Iit a partire dal 2007 traendo ispirazione dalla natura. Robotiko è un blog dedicato alla robotica e nasce dalla considerazione che l’intelligenza artificiale nei prossimi anni finirà per fare parte della nostra vita quotidiana. Alcune pagine sono dedicate ai robot per anziani che, secondo l'autore del blog, Angelo Brocato, ricopriranno un ruolo crescente in una società sempre più longeva e un robot badante potrà aiutare chi è costretto a vivere da solo per buona parte della giornata.  Ad esempio nella pagina vengono elencati i più recenti robot umanoidi che potrebbero svolgere un importante ruolo sociale all'interno delle famiglie e nei confronti di anziani soli.

L’adattamento all’ambiente

“Le innovazioni nel campo della robotica non nascono nel chiuso di un laboratorio – sottolinea Robotiko-. Come avviene per pittori e poeti, è la natura ad ispirare gli scienziati. Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Chicago, i robot del futuro saranno simili agli uomini, è vero, ma in alcuni casi anche a grossi quadrupedi o a piccolissimi insetti. Perché ad affascinare l’ingegneria robotica, come nel caso dei robot umanoidi giapponesi di Hiroshi Ishiguro, è la natura. Gli uomini, a partire da semplici gesti quotidiani, ma anche gli animali, il loro modo e la loro capacità di adattarsi all’ambiente circostante. Siamo entrati nel campo della biorobotica”. E con gli animali robot  la guerra diventa hi-tech.

Sperimentazione sul campo

“Gli animali robot progettati negli ultimi anni sono stati sperimentati in molti campi: dall’ambito militare alla sfera educativa. Cloni dei cugini in carne e ossa, alcuni animali robot sono in grado di imitare i loro comportamenti per sostituirsi all’uomo in situazioni di pericolo o emergenza – puntualizza Rokotiko -. Come Big Dog, un cane robotizzato ideato dalla Boston Dynamics in collaborazione con il Dipartimento della Difesa americano, già usato dai marines in attività di perlustrazione, capace di camminare su terreni accidentati, di percorrere fino a 32 chilometri in completa autonomia e trasportare materiali fino a 180 chili. C’è lo zampino del governo americano anche dietro la sperimentazione di Cheetah, il cane-scimmia progettato per supportare la fanteria in azioni di guerra. Questo animale robot corre più veloce di Bolt (47 chilometri all’ora) e salta ostacoli alti 40 centimetri”.

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