Vademecum per capire chi vota sì al referendum

ULTIMO AGGIORNAMENTO 1:19

La riforma costituzionale sul taglio del numero dei Parlamentari è oggetto in questi giorni di una forte offensiva di quanti provano a ribaltare con il referendum la larghissima maggioranza con la quale è passata in Parlamento. Il fronte del NO si va lentamente ingrossando, con contributi che arrivano trasversalmente da tutte le forze politiche che la riforma hanno sostenuto. Per questo ci pare opportuno riepilogare gli argomenti che sostengono la campagna referendaria di chi sostiene il SI.

Il primo argomento usato dai sostenitori del SI è quello dell’efficienza. Meno parlamentari (la riforma riduce di 115 il numero dei senatori e 230 quello dei deputati) significa maggiore efficienza della macchina parlamentare. Sempre sulla base di questo principio, si ipotizza di intervenire in futuro sul cosiddetto “bicameralismo perfetto” in modo da cambiare il concetto di Camere con funzioni fotocopia, organizzando diversamente la distribuzione di competenze e poteri tra Camera e Senato.

E a chi obietta una diluizione del principio di rappresentatività, il fronte del SI contrappone la volontà politica di realizzare al più presto una legge elettorale proporzionale capace di “fotografare” il reale spessore delle forze politiche ed “aggiustamenti” post referendari come la legge costituzionale Fornaro per cambiare l’elettività su base regionale del Senato e ridurre anche il numero dei delegati regionali per l’elezione del Capo dello Stato. L’altro argomento “forte” è quello del taglio dei costi della politica, assai caro al Movimento 5 Stelle con stime che portano a valutare un risparmio per i cittadini di quasi 57 milioni di euro all’anno. Sono questi, molto in sintesi, gli argomenti del SI in una battaglia referendaria che deve ancora accendersi completamente a sedici giorni dal voto.

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