Vaccini: ecco quello che sappiamo fino ad oggi

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Non conosco i dati ufficiali dei vaccini: sono in mano agli enti regolatori e al momento non sono disponibili a tutti. Ovviamente il vaccino è uno strumento preventivo di grandissima efficacia. Da duecento anni è ritenuto lo strumento preventivo più vantaggioso in termini di efficacia e di ritorno sull’investimento economico. E’ lo strumento preferibile per combattere ogni malattia infettiva, compreso il Covid.

C’è stata una corsa a produrre il vaccino perché il numero di morti e infetti registrati in tutto il mondo sono stati elevati. E’ una pandemia e come tale comporta un rischio per la società elevato e come tale merita la massima sollecitudine di tutte le nazioni e di tutti i componenti della società a ridurre questi rischi.

Ci sono una decina di candidati vaccini e addirittura alcuni vaccini sono stati prodotti e sperimentati per essere autorizzati alla messa in commercio in modo accelerato. Per quello che si sa, proprio a causa di questa accelerazione, alcune fasi sono state brevi, e le casistiche studiate sono limitate. Questi sono degli svantaggi perché le casistiche più ampie sono più accurate.

Al livello della situazione attuale, con delle casistiche limitate, si può ritenere che alcuni vaccini siano autorizzati. Il primo è quello della Pfizer che ha un inconveniente legato soprattutto alla conservazione e alla distribuzione in quanto esige una catena del freddo intenso che non è facile da realizzare. Al di fuori di questo, sembra che l’efficacia sia buona – anche se limitata a un piccolo gruppo di persone – e quindi si intende partire con una distribuzione alla popolazione come i sanitari. Penso che si partirà con questo primo lotto e si andrà a vedere se ci sono eventi avversi e quale è l’efficacia. Si parla di gennaio, speriamo che sia mantenuta questa data.

Altri vaccini sono in arrivo, ma dei quali ancora non c’è nessuno dato, e che dovrebbero essere anche forse più maneggevoli perché conservabili con una catena del freddo meno intenso. Non abbiamo dati ufficiali, perché abbiamo piccole casistiche, qualche sorpresa potrebbe non mancare, sia in termini di efficacia che di eventi avversi. E’ un po’ una situazione garibaldina, giustificata dal rischio che l’umanità sta correndo con questa pandemia.

Io rispetto tutte le posizioni e, probabilmente, il vaccino non sarà obbligatorio, ma facoltativo, chi non vorrà sarà rispettato nella sua volontà di non fare la vaccinazione ma di attendere dati più sicuri per accedere a questa misura preventiva. Ovviamente si tratta di convinzioni personali rispettabili. Corrono un certo rischio nel senso che non usufruiranno di una protezione importante. In alcuni casi, ne è stata fatta una condizioni di battaglia, ma il vaccino è facoltativo e ognuno ha libertà o meno di accedere a quel presidio.

Malgrado i dati non siano disponibili e non siano numerosi, tali da dare garanzie statistiche importanti, si presume – in base a quello che si sa oggi – che i vaccini funzionino e che non generino inconvenienti gravi, il suggerimento è quello di vaccinarsi. La protezione che si può fare, parziale o totale, è comunque un vantaggio, non solo a livello individuale ma anche per la società. Più elevato è il numero di coloro che non sono esposti al rischio di infezione e maggiore è la tranquillità di tutti.

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