Le tre richieste dei giovani ai leader del G7

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Il G7 deve rappresentare una grande opportunità per far sentire la voce e le richieste delle giovani generazioni a coloro che governano le grandi potenze del mondo e, di conseguenza, i destini dell’umanità. In queste ore, in Puglia, Capi di Stato e di Governo dei sette Stati membri, oltre al Presidente del Consiglio Europeo e alla Presidente della Commissione Europea in rappresentanza dell’Unione Europea, sono riuniti per parlare del futuro geopolitico ed economico che attende il mondo, ma non devono dimenticarsi dei giovani e del nostro diritto ad un avvenire sereno il quale, senza se e senza ma, deve rappresentare il fulcro di ogni loro decisione.

Il raggiungimento di questa finalità implica che, i leader delle più grandi potenze mondiali, si occupino dei molti temi fondamentali per la sopravvivenza della nostra umanità. Il primo è il perseguimento della pace: negli ultimi due anni, numerosi conflitti, come ad esempio la guerra in Ucraina, il conflitto israelo–palestinese e le crescenti tensioni internazionali, stanno causando numerose vittime innocenti e sofferenze immani. Tutto ciò è intollerabile: le controversie tra gli Stati devono essere risolte con il dialogo e non con le armi.

Inoltre, occorre che, i Capi di Stato e di Governo presenti in Puglia, si focalizzino con determinazione sul contrasto ai cambiamenti climatici. Ad oggi, troppe persone senza alcuna colpa, soprattutto nei Paesi più poveri, stanno pagando un tributo elevatissimo per l’assenza di politiche ambientali adeguate e per i disastri ambientali causati dall’eccessivo utilizzo di elementi inquinanti per soddisfare le richieste, sempre più elevate, dei cicli produttivi. Ci serve quindi un’economia nuova, che metta al centro le persone, la sostenibilità e la cura dell’ambiente.

Quindi, riassumendo, noi giovani chiediamo che, da questo vertice dei Paesi del G7, emergano nuovi indirizzi verso il futuro, con l’obiettivo di realizzare politiche inedite, che sappiano darci un futuro di pace, sostenibilità e dialogo reciproco. Così facendo, la diplomazia e i rapporti tra gli Stati, avranno raggiunto il loro obiettivo più elevato, senza se e senza ma.