Le tre parole chiave per affrontare il passaggio dall’autunno all’inverno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:06

Eccoci qua ci siamo, il giorno più importante della stagione è da poco passato: il solstizio d’inverno. È notoriamente il giorno più corto dell’anno e la notte più lunga e questo fa pensare ad una sorta di equilibrio naturale. Gli antichi Saturnalii affondavano le proprie radici in tradizioni religiose che si perdono nella notte dei tempi e che richiamavano la rinascita del sole e il ritorno della luce come fonte di energia e simbolo di potere. Nella tradizione druidica c’era la festa della luce di Re Artù mentre nella cultura celtica il solstizio d’inverno corrispondeva a Yule. Si dice che la data del giorno di Natale fu fissata al 25 dicembre da Papa Giulio I per sostituire con le celebrazioni cristiane le tradizioni pagane, quale l’antica festa del Sole.

Il solstizio di inverno è il momento in cui il sole si trova allo Zenith (punto più alto) del Tropico del Capricorno, formando con esso un angolo retto. Nel nostro emisfero corrisponde all’inizio dell’inverno, in quanto i raggi vi arrivano molto inclinati. Nell’emisfero australe è il contrario poiché i raggi sono quasi perpendicolari. Non facciamoci illudere che sia il giorno in cui il sole è più lontano dalla Terra, anzi è il contrario poiché l’orbita terrestre raggiunge l’afelio, che è il punto di massima distanza, addirittura in estate. Quindi le basse temperature invernali dipendono dall’inclinazione dei raggi e non dalla distanza.

Il passaggio dall’autunno ai giorni freddi e bui dell’inverno cambia le emozioni e possiamo sentirci lunatici, depressi e letargici. Infatti, è questo il momento di immagazzinare e conservare, proprio come gli orsi vanno in letargo dopo essersi assicurati il giusto nutrimento o gli agricoltori che immagazzinano fieno, conserve, carne, legumi e si preparano per l’inverno. Questo giorno segna l’inizio della stagione invernale. Nelle culture tradizionali ed antiche, il solstizio d’inverno viene ritenuto un momento di nutrimento, e poiché il corpo assorbe meglio le sostanze durante i mesi invernali esso è ritenuto un importante momento di guarigione.

Pensate alla natura che si interiorizza per affrontare l’inverno. Le tre parole chiave sono: ricarica, recupero e riposo, e rispecchiano i cambiamenti che ci inducono a fare un’azione di auto regolazione volta ad un periodo di auto conservazione. Più comprendiamo l’energia della natura che ci circonda, meglio le nostre emozioni saranno in equilibrio con il periodo e possiamo vivere in armonia con i cicli della natura per essere sani.

Questo è il momento di riflettere, ricostituire e conservare energia e forza. È il momento di mettere a dimora i nostri pensieri, di proteggere e preservare l’energia che ci permetterà di iniziare un nuovo ciclo vitale in primavera. In questi mesi quindi è importante coltivare il sé, trovare tempo per ascoltarsi. Un compito assai difficile nei tempi attuali poiché le persone sono più orientate a seguire gli schemi sociali predefiniti o inseguono luoghi comuni che distraggono dall’introspezione.

Molte volte raccogliersi appena ci si sveglia lasciando che il corpo ci guidi nel cercare le necessità della giornata non è facile; sarebbe bene in questo periodo la sera prima di coricarsi fare un momento di riflessione e di ringraziamento per ciò che siamo. La consapevolezza di apprezzare la ricchezza del solo esistere basterebbe a nutrire la nostra anima e farci sentire sani giacché mens sana in corpore sano.

Il solstizio d’inverno è un’occasione di ritrovo, di socializzazione, di riflessione o meditazione per iniziare ad accogliere il nuovo anno. Con esso si archivia il caos dell’anno trascorso e ci si appresta all’anno nuovo che si auspica pieno di progetti e di prosperità.

Anche il vischio, che si ritrova fra i simboli del Natale, ha origini pagane delle antiche feste che celebravano la vita e la rigenerazione. Oggi è simbolo di fortuna, protezione e amore; si appende sulla porta di casa come segno di buon auspicio per i visitatori: gli innamorati si baciano sotto il vischio per tenere lontane le difficoltà ma se una ragazza non vi viene baciata dal suo amato forse non si sposerà per tutto l’anno.

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.