Cosa servirebbe per una società più equa e civile

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Ci sono temi annosi che riguardano i cittadini, che nel tempo, che per varie ragioni, vanno sempre più incancrenendo, e che non riescono a far breccia nel dibattito politico, e non sono considerati dai media. Eppure sono diventati pesi importanti per le persone: sia sul piano economico, che sulla percezione di impotenza che suscita in ognuno di noi quando si manifestano nella loro cruda realtà. È arcinoto, che per come sono organizzate le regolazioni dei diritti e doveri del consumatore riguardo le utenze dei servizi pubblici e privati, si subiscono vere e proprie angherie a causa di concessioni pubbliche troppo sbilanciate verso le imprese erogatrici il servizio, per la inesistenza di luoghi veloci e gratuiti per dirimere le controversie.

Insomma, molti fatti vissuti come soprusi, vengono lasciati correre proprio perché il costo per affermare la propria ragione, èlargamente superiore alle somme da esborsare, per servizi scadenti o erogazioni non proprio regolamentari. È questa una annosa storia italica, che con il mercato mondializzato, diventa sempre più visibile nel fare paragoni le differenze dei comportamenti delle aziende locali e generalmente quelle internazionali. Vi è mai capitato di acquistare servizi on line? Vi accorgete che le norme regolatrici sono molto sintetiche e molto chiare, compresa la stessa possibilità di recedere dal contratto. Ad esempio, sono rimasto molto colpito dal rapporto che si intrattiene con le compagnie di produzione cinematografiche, di cultura e svaghi vari; il loro costo, la loro minuziosa volontà di dare ogni spiegazione ed assistenza velocemente. Insomma, se li paragoniamo con i nostri contratti, a pelle capiamo che qualcosa di fondo non va.

Ancora più increscioso è il comportamento che moltissimi Comuni italiani dimostrano di avere segnatamente con gli automobilisti. Non una organizzazione programmata per la prevenzione e controllo del traffico cittadino orientata ad ottenere ordine nelle strade e piazze con parcheggi efficienti e traffico scorrevole. Ma una politica essenzialmente punitiva, rivolta a trarre il massimo profitto per le casse comunali. Basti vedere a come sono formulate le normative a sostegno giuridico delle multe che arrivano inaspettatamente a casa. Ti dicono che hai superato per qualche km orario in più il limite di velocità e che se paghi oltre i cinque giorni, l’ammenda aumenterà del 40% in più. Qualcuno dirà, ben sta a chi non rispetta le regole! E se come accade, la missiva della multa non esibisce né foto attestante il reato contestato come dovrebbe farsi, e ne alcuna possibilità possibilità di contraddittorio? Si, è vero che si può fare ricorso, ma il costo di assistenza legale è molto più alto delle somme da sborsare per la multa. Stando così le cose, quasi tutti pagano e vanno oltre anche avendo ragione.

Non credo che circostanze come queste facciano crescere il senso civico dei cittadini e il rispetto per le istituzioni. Ed ecco perché adottare anche in Italia la Class action, sia la scelta più sensata per restituire Giustizia ai cittadini. Nelle regolazioni delle partite di valore economico tra il cittadino e chi è potente per denaro o per potere politico, il primo soccombe per il solo fatto che il secondo al suo potere aggiunge la disponibilità di legioni di avvocati che aldilà della bontà delle stesse leggi, sappiamo come poi va a finire. Ma se il cittadino potesse avvalersi di sistemi veloci e senza costi, per poi coinvolgere facilmente altri cittadini che si trovano nelle stesse sue condizioni nel contenzioso, in modo tale che l’eventuale condanna delle imprese, potenzialmente potrebbe far subire un forte danno fino a procurare un virtuoso contrappeso di deterrenza ai comportamenti lesivi degli interessi e della dignità dei più deboli, la situazione rivoluzionerebbe. Se le cose stessero così, mi chiedo del perché le forze sociali, politiche ed il parlamento non si dispongono a dare alcun segno di interesse per questi temi? Si otterrebbe una società più equa e civile.

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