I microbus del futuro in Europa: elettrici e connessi

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Più di cinque anni fa, Volkswagen ha mostrato a tutti la sua prossima generazione di veicoli: un allegro concetto di microbus bicolore giallo lime e bianco con un chiaro ritorno al passato, il furgone T1, abbracciando un futuro elettrico e connesso. Quel futuro microbus elettrico è finalmente arrivato. Per l’Europa. Volkswagen ha presentato mercoledì scorso due versioni del suo microbus elettrico, l’ID. Buzz e l’ID. Buzz Cargo, che saranno in vendita in Europa dal terzo trimestre di quest’anno. Il piano della casa automobilistica è quello arrivare a vendere più di 1 milione di veicoli elettrici all’anno entro il 2025.

I consumatori non europei, desiderosi di acquistare il veicolo elettrico, dovranno aspettare un altro anno o più. Un modello passeggeri a passo lungo debutterà per il mercato del Nord America nel 2023 e sarà in vendita nel 2024, secondo la casa automobilistica tedesca.
Proprio come il concept, la versione di produzione dell’ID. Buzz e il suo cugino cargo si basano sul kit di trasmissione elettrica modulare della casa automobilistica: il MEB. Il MEB è un sistema modulare flessibile, costituito da parti comuni, che i marchi del Gruppo VW, tra cui Audi, Seat, Skoda e Volkswagen, utilizzano per migliorare l’efficienza e l’economicità della produzione di veicoli elettrici. Circa il 30% di tutti i veicoli elettrici del gruppo VW posseggono già il MEB, inclusa la Volkswagen ID.3, una berlina elettrica venduta solo in Europa, e la Volkswagen ID. 4 SUV e ID. 5, oltre ad alcune varianti dell’Audi Q4 e-tron. Entro il 2025, la casa automobilistica prevede di utilizzarlo su oltre l’80% dei suoi veicoli.

Tra il microbus concettuale, rivelato a gennaio 2017, e le versioni di produzione che saranno disponibili per i consumatori ci saranno differenze importanti. Tra queste, l’ID. Buzz non avrà una “modalità autonoma”, in cui il volante si ritrae e si fonde con il quadro strumenti e poi porta i suoi passeggeri a destinazione. L’ID. Buzz e la sua controparte cargo saranno prodotti nello stabilimento principale Volkswagen Veicoli Commerciali ad Hannover, dove l’azienda prevede di spostare il gruppo batterie per i furgoni. La casa automobilistica sta investendo circa 100 milioni di euro per costruire un gruppo di batterie in quella fabbrica. L’esterno dei veicoli, inclusa la vernice bicolore, è rimasto in gran parte invariato rispetto al concept e al caro vecchio microbus T1, che debuttò per la prima volta nel 1950. L’ID. Buzz sarà proposto in 11 colori, inclusi sette colori singoli come bianco, argento, giallo lime, blu, arancione, verde e nero. Ci saranno quattro varianti bicolore, sempre con top bianco e, a scelta, lime, blu, verde o arancione. Volkswagen dichiara di offrire ai clienti una varietà di configurazioni di carica e passo. Per ora, le prime versioni europee dei due veicoli microbus saranno equipaggiate con un pacco batteria da 82 kWh, montato nel pavimento, e un unico motore sull’asse posteriore che produrrà 201 cavalli di potenza. La velocità massima sarà limitata elettronicamente, probabilmente a circa 145 km/h.

Le versioni Buzz arriveranno con cerchi in acciaio da 18 pollici e un passo standard di circa 300 cm, 470 cm di lunghezza e 198 cm di larghezza. Questo rende l’ID. Buzz simile, ma non esattamente uguale per passo e lunghezza al VW Eurovan (Westies), che ha terminato la sua produzione intorno al 2003. L’ID. Buzz avrà un connettore CCS e la capacità di carica rapida, dal 5% all’80%, in 30 minuti grazie ad un caricabatterie rapido CC ed entrambe le varianti saranno in grado di ricaricare bidirezionalmente: il veicolo, cioè, potrà “spingere” la sua energia verso un’abitazione. La società ha affermato che in futuro questa funzione verrà utilizzata per stabilizzare la rete domestica, anche se va notato che la società non ha fornito una tempistica. Il trasferimento di potenza e la comunicazione avverranno tramite una scatola a muro bidirezionale CC opzionale.

La versione cargo sarà progettata per fare ciò che suggerisce il nome: trasportare pacchi. Dietro i sedili anteriori c’è una parete divisoria fissa che può essere configurata per includere un finestrino e un’apertura per il carico degli oggetti. Lo spazio di carico è circa 4 metri cubi e ha spazio sufficiente per l’inserimento di pallet euro-standard.
Tralasciando la descrizione del nuovo display digitale standard da dieci pollici dietro al volante e un altro display da dieci pollici posizionato più centralmente per il sistema di infotainment, un display da 12 pollici con navigazione opzionale, una barra di controllo con pulsanti digitali e cursori touch per regolare temperatura, volume, menu relativi al clima, all’assistenza alla guida, ai profili del conducente e alle funzioni di parcheggio, forse uno degli elementi più interessanti è il modo in cui VW ha sfruttato la connettività Internet e l’illuminazione. La società ha dichiarato, infatti, che i veicoli Buzz saranno in grado di comunicare con le infrastrutture che controlleranno il traffico e saranno in grado di ricevere e inviare informazioni importanti utilizzando uno standard di comunicazione dedicato, indipendente dalla rete cellulare e generando avvisi luminosi, interni ed esterni, colorati in base alla tipologia dell’evento. Altre tecnologie includono un avanzato sistema di assistenza alla guida che aiuterà a mantenere il veicolo nella corsia e genererà i segnali stradali nel quadro strumenti. I sistemi opzionali includeranno, tra le tante opzioni, il controllo automatico della velocità e il mantenimento a distanza di sicurezza dagli altri veicoli e un assistente al parcheggio. Una funzione opzionale chiamata “assistenza al viaggio” migliorerà la sicurezza stradale con le informazioni di guida raccolte da altri veicoli che avranno utilizzato i percorsi selezionati in precedenza. L’idea è che possa aiutare a mantenere il veicolo in carreggiata su strade senza segnaletica orizzontale. Particolare da non tralasciare: mancano ancora i prezzi e l’autonomia stimata dei modelli.

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