Reale o sintetico: la versione “virtuale” di noi stessi

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Se vi siete mai chiesti come utilizzeremo il “metaverso”, la realtà virtuale e aumentata, tenete d’occhio Hour One, una Startup israeliana che sta realizzando repliche di persone con avatar di intelligenza artificiale. Questi avatar possono essere fatti a vostra somiglianza, praticamente identici a voi, e diranno cose su istruzione di esperti di marketing che vogliono vendere qualcosa. Un avatar potrà parlare per vostro conto in una trasmissione digitale quando sarete a casa a guardare la TV.

Tali creazioni ci porteranno in un universo di mondi virtuali tutti interconnessi, come in romanzi come Snow Crash e Ready Player One. E non sapremo mai se parleremo con una persona reale o una delle “persone sintetiche” di Hour One.

“C’è sicuramente interesse per il metaverso e stiamo facendo esperimenti nello spazio di gioco e con il fotorealismo“, ha detto Natalie Monbiot, responsabile dello sviluppo di Hour One. “La cosa che ha acceso il gruppo degli sviluppatori è questa visione di un mondo sempre più virtuale e la convinzione che vivremo sempre più virtualmente“. Ha aggiunto: “Abbiamo già diverse versioni di noi stessi che appaiono nei social media e in diversi canali social. Ci rappresentiamo già in questo tipo di regno digitale. E crediamo che i nostri “sé virtuali” diventeranno ancora più indipendenti. E possiamo metterli al lavoro per noi. Possiamo trarre vantaggio da questo come razza umana. E sai, quel vecchio detto che non possiamo essere in due posti contemporaneamente? Bene, crediamo che non sarà più vero”.

Hour One è un altro esempio del nascente mercato degli esseri virtuali. Secondo Edward Saatchi di Fable Studios, parlando al Virtual Beings Summit di luglio, le startup focalizzate sugli esseri virtuali hanno raccolto più di 320 milioni di dollari fino ad oggi.
Ma le tecnologie stanno andando ancora più avanti.

La società con sede a Tel Aviv, in Israele, ha dichiarato di aver raccolto 5 milioni di dollari in finanziamenti iniziali solo questa settimana e userà quei soldi per scalare la sua piattaforma cloud basata sull’intelligenza artificiale e creare migliaia di nuovi personaggi digitali.
Hour One sta pensando ad “umani di riserva” che possono essere usati per pronunciare qualsiasi tipo di copione in un video di marketing o mandare un messaggio altamente personalizzato a qualcuno.

L’obiettivo è creare personaggi che attraversino la “valle misteriosa”, quel famoso limite che fa riconoscere un umano da un umanoide. “Penso che abbiamo attraversato la valle misteriosa perché i nostri test di somiglianza hanno superato ogni aspettativa con risultati straordinari“, ha detto Monbiot. “Penso che il merito sia di un qualcosa che ci contraddistingue: anche se siamo un’azienda così giovane abbiamo già avuto una spinta commerciale molto positiva”.

“Creiamo personaggi sintetici basati su persone reali”, ha detto Monbiot. “Lo facciamo per le pubblicità. Prendiamo persone reali e abbiamo questo processo davvero semplice per convertire persone reali in personaggi sintetici che le riproducono perfettamente. E una volta che abbiamo i personaggi sintetici, possiamo programmarli per generare tutti i tipi di nuovi contenuti in estrema rapidità”.

Non sarà facile avere molta concorrenza nei prossimi anni.
Uno spin-off di Samsung, Neo, ha comunicato di aver costruito avatar di intelligenza artificiale umana e, dopo la presentazione al CES 2020 di gennaio, è stata subito criticata poiché gli avatar che non sembravano reali come previsto.
Hour One, durante la stessa manifestazione, ha presentato il suo test di somiglianza “reale o sintetico”, sfidando le persone a distinguere tra personaggi reali e sintetici generati dalla sua intelligenza artificiale con risultati strabilianti.
Hour One utilizza il deep learning e le reti neurali generative avversarie per creare i suoi personaggi video. L’azienda afferma di poterlo fare in modo altamente scalabile ed economico. Gli umanoidi dovrebbero avere un bell’aspetto e l’azienda dovrebbe generare grandi profitti.

Ma il rischio di fallire è, comunque, alto. Hour One dovrà battere Neo nella corsa attraverso la valle misteriosa.
La Startup sta lavorando con aziende nei settori dell’e-commerce, dell’istruzione, dell’automobilismo, della comunicazione e delle imprese, con applicazioni industriali estese previste per tutto il 2021. L’azienda ha circa 100 avatar, oggi.

Il business si basa sul fatto che ridurre i costi per l’utilizzo dei personaggi darà l’opportunità alle aziende di interagire di più con i propri clienti a tutti i livelli, dagli addetti alla ricezione digitale ai venditori amichevoli.
“Questi clienti possono creare migliaia di video semplicemente inviando del testo a questi personaggi”, ha affermato Monbiot. “Sembra che le persone vere stiano realmente parlando, ma si sta invece utilizzando l’intelligenza artificiale per farlo accadere virtualmente. Stiamo migliorando la comunicazione. Ovviamente stiamo vivendo in un’esistenza sempre più virtuale. E stiamo consentendo alle aziende di ogni tipo di impegnarsi in un modo più umano”.

E se il vostro avatar parla per conto vostro da qualche parte e sta generando valore, verrete pagato per questo, ha detto Monbiot, anche se non ci siete fisicamente. “Abbiamo una visione molto brillante del futuro. Se il tuo avatar parla, puoi essere pagato per questo”, ha detto Monbiot. “Quindi siamo all’inizio di un nuovo futuro. E per noi, questo è un futuro in cui tutti avranno un carattere sintetico. Avremo versioni virtuali di noi stessi”.

Sam Englebardt, amministratore delegato di Galaxy Interactive (e relatore sul tema del metaverso al GamesBeat Summit), definisce l’approccio etico: “Hour One è un fornitore business-to-business della migliore tecnologia video sintetica che abbia mai visto”.
Oren Aharon e Lior Hakim sono stati coloro che hanno creato Hour One nel 2019 con lo scopo di guidare l’economia della forza lavoro digitale, alimentata da personaggi sintetici, copie di persone reali. Hanno addirittura pensato di utilizzare la tecnologia blockchain per verificare l’identità di un personaggio digitale e del suo titolare”.
In questo modo, in caso di “furto digitale identità”, Hour One sarà in grado di contrassegnarli come alterati e informare le persone dell’accaduto.
Saremo informati se qualcuno ci “utilizzerà”…

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