L’impegno di Francesco nel promuovere pace e fraternità

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Fin dalla sua elezione alla Cattedra di San Pietro, avvenuta nel 2013, Papa Francesco, si è speso senza riserve per promuovere la pace e la fraternità in ogni angolo del mondo. Lo ha dimostrato anche al G7 tenutosi in Puglia: Bergoglio è stato il primo pontefice della storia a partecipare ad un vertice internazionale di questo tipo, sapendo lanciare un messaggio di pacificazione, lotta alla povertà e unione tra i popoli, anche in correlazione all’utilizzo delle nuove tecnologie, come ad esempio sul fronte dell’Intelligenza Artificiale. Il Papa poi, nel corso dei vari confronti bilaterali a cui ha preso parte con i diversi Capi di Stato e di Governo presenti, ha saputo porre l’attenzione sugli unici modi corretti per intendere i rapporti tra i diversi Paesi da cui non si può più prescindere, ossia la diplomazia e la fraternità.

Ora però, i grandi della Terra, tornati nei loro Paesi, devono saper mettere a frutto nella loro azione di governo quotidiano della cosa pubblica gli insegnamenti appresi dall’esempio del Santo Padre. Gli uomini, come ricordato dal Papa, devono avere “sapienza, intelligenza e scienza” di fronte alle trasformazioni e alle sfide della nostra epoca, di cui, anche l’A.I, fa parte. Coloro che governano i destini del mondo, devono “custodire e coltivare” la nostra “Casa comune”, senza mai prescindere dall’etica e dalla propensione globale alla pace, bandendo totalmente quelle che, il Pontefice, ha definito “armi letali autonome”. Questi insegnamenti, se vogliamo garantire un futuro sereno alle giovani generazioni, dovranno radicarsi in una politica inedita, improntata all’enciclica “Fratelli tutti” e in grado di mettere sempre la tutela del bene comune e la sorte degli ultimi al centro di ogni decisione. L’avvenire dovrà essere fatto di ponti che uniscono e non di muri che separano, facendo un uso inclusivo della tecnologia per rendere l’umanità migliore.