Disabilità nel mondo: i dati allarmanti

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Le stime delle Nazioni Unite ci dicono che, nel mondo, le persone con qualche forma di disabilità, sono circa 650 milioni, in altre parole una persona su dieci. In particolare, queste percentuali, negli ultimi anni, a causa dell’aumento dell’incidenza delle malattie croniche e dell’invecchiamento della popolazione, stanno aumentando. Tra le problematiche maggiori che le stesse si trovano più spesso ad affrontare, secondo il Rapporto Mondiale sulla Disabilità, ci sono le diverse forme di discriminazione a cui si aggiunge la mancanza di assistenza sanitaria, le barriere architettoniche e la tecnologia informatica scarsamente accessibile.

Queste problematiche hanno un particolare riverbero negativo sulla vita quotidiana delle persone con disabilità, soprattutto nei paesi a più basso reddito. Ciò si traduce in una salute generalmente più precaria rispetto alla media e più scarse possibilità formative e professionali che, molto spesso, indica anche un maggiore indice di povertà. Ad esempio, nei paesi dell’Africa Meridionale, solamente una percentuale variabile tra il 26% e il 55% delle persone con fragilità ha ottenuto la riabilitazione medica necessaria e solo il 17%-37% gli ausili necessari per espletare le necessità quotidiane. I dati sono allarmanti, si tenga conto che, anche nei paesi a più alto reddito, una percentuale di almeno il 20% di loro non trova risposte adeguate alle necessità di ogni giorno.

Alla luce di questo, occorre che, tutti i Paesi che hanno ratificato la Convenzione Onu sui diritti per le persone con disabilità, si impegnino ad attuare politiche miranti all’inclusione e all’assistenza delle persone con fragilità. In particolare, le istituzioni internazionali preposte, devono aiutare in questo percorso di civiltà le nazioni in via di sviluppo. Solo insieme e con un senso di responsabilità collettivo si può dare vita ad un mondo migliore e più attento alle fragilità.

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