La democrazia poliedrica di Papa Francesco

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Interpretare il cambiamento dei tempi non significa che siamo di fronte alla fine del mondo, ma che siamo di fronte alla fine di un mondo. Gli stimoli sono molti, perché divulgare buoni pensieri è il compito dello studioso, soprattutto quando nei propri studi c’è qualcosa che può essere presentato e fatto oggetto di riflessione comune.

Nel momento di crisi che stiamo attraversando, è importante che la cultura, intesa come innovazione e ricerca, continui ad essere il centro propulsivo della crescita civile ed economica. È necessario quindi sostenere ed impegnare energie a favore dell’innovazione e della creatività, per far fronte a problematiche economiche e sociali.

Dal punto di vista scientifico, ognuno per il proprio ambito, potrebbe dire qualcosa che può sviluppare o completare o aprire qualche diversa attenzione alla realtà. Il più delle volte il nuovo non esiste; perlomeno nella sua accezione restrittiva. L’innovazione sta anche nell’offrire l’analisi di qualcosa già esistente sotto un diverso punto di vista, anche multidisciplinare su cui creare un programma di studio condiviso.

Partendo dalla lettura del quotidiano con la lente della Dottrina sociale, ci interroghiamo su quali scenari di attenzione, di ricerca, o di nuove focalizzazioni si possono ipotizzare, allo scopo di capire il presente, partendo dal passato per riflettere sul futuro.

È indispensabile avere attenzione a non ridurre la riflessione al solo aspetto teorico, ma evidenziare come la realtà può provocare nuove domande, nuove elaborazioni e nuove proposte.

La dimensione sociale dell’evangelizzazione di Papa Francesco è importante, proponendo il Compendio della Dottrina sociale proprio come fondamento. Anche se Papa Bergoglio afferma che la Chiesa non ha il monopolio, nel senso che fornisce degli orientamenti, e non statuisce dogmi di fede. La Dottrina sociale è storica; i suggerimenti sociali cambiano con la storia, e il suo insegnamento è interattivo.

Pertanto, l’interrogativo a cui siamo chiamati a rispondere, nei propri ruoli, è se dal presupposto del dato ideale e reale delle cose, oggettivamente condiviso, sia possibile spostare in avanti l’asticella della conoscenza e dell’esperienza della Dottrina sociale, attorno ad un progetto comune di convivenza sociale, rectius democrazia, con particolare riferimento ai quattro primati dell’Evangelii gaudium: “il tempo è superiore allo spazio”; “l’unità prevale sul conflitto”; “la realtà è più importante dell’idea”; e “il tutto è superiore alla parte”.

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