Il compito della scuola

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Anche quest’anno ci siamo: si sono insediate le commissioni esaminatrici dell’Esame di Stato conclusivo del Secondo Ciclo dell’Istruzione. L’ho già detto e so di ripetermi: quanto mi piacerebbe che si ritornasse all’antico nome, Esame di Maturità! In fin dei conti, il compito della scuola è proprio quello di far maturare gli studenti, ossia renderli consapevoli di sé stessi, delle proprie attitudini e, soprattutto, del loro essere a servizio della collettività. La forma è sostanza, ne sono convinta da sempre. Non a caso, da quando all’Esame è stato cambiato il nome, qualcosa non ha più funzionato. Da vent’anni, infatti, si parla di riforma della scuola, di grandi cambiamenti, di grandi innovazioni: forse, però, si è persa la bussola in questa frenesia del cambiamento, non si è posto al centro dell’attenzione la persona dello studente, la persona dell’insegnante e la cura del loro rapporto che porta lo studente ad acquisire consapevolezza del suo essere nella società, del suo agire per la società, del suo contribuire al bene dell’altro.

Va da sé che questa consapevolezza viene acquisita attraverso uno studio serio e approfondito. Studiare non significa essere pedanti o nozionistici. Studiare significa acquistare conoscenza, entrare in rapporto con l’umanità attraverso lo spazio e il tempo, soprattutto studiare significa avere gli strumenti per guardare alla realtà con sguardo critico e lungimirante. Quando penso ai giovani che mercoledì 22 inizieranno i loro esami, mi piace pensare a loro come a giovani animati da ideali e da desideri di bene per il futuro, ideali costruiti attraverso gli studi compiuti durante il loro percorso scolastico. Che tristezza mi assale quando penso a quei ragazzi che hanno interrotto gli studi, a quei giovani che dalla scuola non hanno avuto niente se non l’idea di essere parcheggiati, a quei giovani che non hanno incontrato sul loro cammino figure significative di adulti. Che sconfitta per noi tutti, che disastro per il nostro domani.

Cari giovani che in questi giorni avvertite l’emozione e la tensione in vista dell’Esame, spero che abbiate percepito la bellezza e l’importanza del vostro percorso di studi, sia esso, professionale (quanto bisogno ha la nostra società di una istruzione professionale ben strutturata!), tecnico, liceale. Spero che abbiate percepito che la scuola è luogo unico e speciale, in cui le generazioni entrano in contatto, in cui le epoche si incontrano (il passato conosciuto sui libri, il presente vissuto e concreto, il futuro sognato e desiderato), in cui nascono e si costruiscono legami di amicizia che durano per tutta la vita. Cari maturandi, vivete questo momento con impegno e serietà, è un esame e come tale va affrontato, certo senza incorrere in inutili ansie e vane preoccupazioni. Cari docenti, sappiate valutare con serietà e obiettività gli studenti che avrete davanti così che si ricordino dell’Esame come di un momento altamente formativo per le loro vite e le loro storie. A tutti il mio saluto cordiale e beneaugurante!

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