Aumento carrello della spesa, energia e Iva: bisogna correre ai ripari

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È dal primo di gennaio del 2021, non del 2022, che noi poniamo l’attenzione sull’aumento del 30% del petrolio per il quale c’è una ricaduta sul costo dei carburanti che servono per trasportare le merci, soprattutto quelle agroalimentari, che poi vengono vendute. Oltre a questo, c’è stato un aumento del costo delle materie prime e dell’energia. Quindi, è già da qualche mese che, l’aumento del costo del carrello della spesa si fa sentire e, alla fine del 2021, è aumentato di circa 400-450 euro in più all’anno per le famiglie. A tal proposito, si pensi solo al pane e alla pasta – che sono fondamentali – comporteranno circa 200 euro di spesa in più, proprio perché questi alimenti sono composti dal grano, il cui costo è aumentato al livello internazionale e dall’energia necessaria per la trasformazione. Noi abbiamo sottolineato questo già da maggio dello scorso anno ed abbiamo denunciato questi aumenti in una conferenza al Senato ma, le risposte del Governo, sono arrivate in ritardo e in maniera insufficiente.

L’inflazione è arrivata a quasi il 4% e purtroppo credo che non cesserà perché tutti i giorni verifichiamo – anche nel gennaio 2022 – un aumento molto forte delle bollette energetiche, a tal proposito si pensi che si pagheranno, se la tendenza continua così, più di 100 euro al mese per quanto riguarda luce e gas e quindi, l’inflazione, subirà questi aumenti oltre a tutti quelli che già si stanno profilando o che già si sono determinati. In questi giorni, abbiamo riscontrato anche un elemento che può sembrare marginale ma in realtà non lo è, ossia l’aumento del costo della colazione, in particolare del caffè aumentato del 40% e conseguentemente del cappuccino e della brioche. Alla luce di questi elementi l’inflazione tenderà sicuramente ad aumentare e noi ci auguriamo che non arrivi a un punto tale da dover essere anche molto pericolosa per quanto riguarda gli investimenti che si devono fare per il piano di sviluppo che è stato già determinato.

Per scongiurare questi aumenti bisognerebbe combattere, insieme all’Europa e alle istituzioni mondiali, le speculazioni sulle materie prime quali ad esempio il petrolio, il gas, il grano, i vari cereali e sui vari metalli; ma questo è molto complicato e ci vorrà del tempo. La seconda cosa da fare, anch’essa complicata e per la quale è necessario del tempo, sarà quella di fare in Italia una politica energetica nel vero senso della parola, non incrementando l’utilizzo del petrolio o del nucleare, ma compiendo degli investimenti sulle energie alternative, preparando a tal proposito, un serio piano energetico in grado di dare questo contributo. Invece, ciò che bisogna fare celermente, per dare respiro alle famiglie italiane, è abbattere l’Iva perché la stessa è una tassa sui consumi e scatta automaticamente, senza che nessuno ci metta mano e fa aumentare le entrate dello Stato, tant’è che le stesse sono aumentate moltissimo anche per i carburanti, dove c’è stato un guadagno di 1 miliardo e 600 milioni. Quindi, bisogna intervenire subito sulla tassazione per quanto riguarda l’elettricità, il gas ed altri prodotti e servizi ma soprattutto per la luce per la quale bisognerebbe togliere gli oneri generali di sistema, portarli sulla fiscalità generale e non sulle bollette. L’aspetto fondamentale è quello di restituire alle famiglie italiane ciò che lo Stato ha guadagnato di più attraverso l’Iva automatica che ha prodotto queste entrate fiscali maggiori. Questo va fatto immediatamente.

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