Ai corsari alla Francis Drake, preferiamo i Tommaso Moro

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Oramai è del tutto certo, gli olandesi nella Unione Europea svolgono il ruolo dei bastian contrari. Per i sudditi degli Orange Nassau, l’Europa deve essere e deve rimanere un mercato libero continentale ma con un funzionamento che sostanzialmente non deve obbligare ad subire condizioni omogenee tra gli Stati, come ovviamente dovrebbe essere per qualsiasi entità politica aggregata. Per costoro deve essere solo un luogo di diritti ma non di doveri.

Il suo premier si batte da mesi e vuole sembrare il leone con lingua di fuoco dello stemma olandese e sembra voler prendere proprio spunto con la sua offensiva anti solidale, dal motto imperativo che campeggia sotto lo stesso scudo: “je maintiendrai”, che significa io manterrò. Ma è accertato, la ragione della sua offensiva è quella di evitare qualsiasi evoluzione della Unione verso un vero e proprio Stato, perché questa evenienza obbliga ad avere un solo ordine fiscale per tutta Europa al punto di far cessare il dumping fiscale che comporta per il paese dei tulipani, perdere l’enorme vantaggio alle spalle degli europei.

D’altronde gli stessi inglesi, affermano gli analisti, sotto sotto hanno dichiarato guerra all’Europa e sono usciti, per salvaguardare il loro collaudato sistema di paradisi fiscali collocati nelle loro isolette sparse nel mondo, retaggio del loro vecchio impero. Luoghi che come si sa, si ‘puliscono’ fiscalmente denari di dubbia provenienza depositati e riciclati in questi ‘paradisi’ per poi dirottarli nelle finanziarie della ‘City’ a Londra. Dai calcoli che si fanno sono introiti enormi che si producono per alcuni inglesi, soprattutto appartenenti alla classe dirigente: insomma ricchi e coloro che comandano; non certamente i lavoratori e pensionati. Se il gioco è questo, per dirla terra terra, questi paesi è meglio perderli che guadagnarli alla causa Europea. Ai Corsari alla Francis Drake preferiamo, i Tommaso Moro.

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