Spelacchio è tornato, parola di Netflix

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:05

La rettifica è un preciso dovere del giornalista quando prende una cantonata. Dobbiamo quindi chiedere scusa a “Spelacchio” – il celebre, e spoglio, abete istallato a piazza Veneza per il Natale 2017 – per aver scritto che sarebbe stato soppiantato da un nuovo albero, targato Netflix. Non è vero, o almeno non del tutto. 

L'albero attore

Il gigante dello streaming ha, infatti, deciso di ridare dignità alla tanto bistrattata conifera trentina ribattezzando il suo successore proprio col nome “Spelacchio“. “Sono tornato” recita l'immagine di copertina del profilo Twitter (@Spelacchio) creato dal social media management della piattaforma per celebrare la partnership con Roma Capitale, che porterà nel cuore della città un abete sicuramente più rigoglioso ma dal cuore tenero, come il suo predecessore. Ed è un utente attivo, che dialoga con i suoi follower, fa battute e considerazioni da cinefilo (“sono un irriducibile felliniano” risponde a chi gli chiede se sia romanista o laziale). E' un abete “attore“, come si capisce dal geniale trailer di presentazione dell'allestimento – che, da tradizione, avverrà l'8 dicembre – nel quale la voce di “Spelacchio” (“Spelacio” per gli amici di oltre oceano) è quella dell'attore e doppiatore romano Pino Insegno. L'albero, intervistato da un giornalista, dice di aver girato il mondo, di aver fatto esperienza, di aver recitato in numerose fiction (“ho fatto la palma in Suburra” dice) e di essere ora pronto per tornare nella sua città, da protagonista stavolta. 

Netflix, insomma, fa le cose in grande e, approfittando dell'enorme attesa per un'albero di Natale finalmente degno della Capitale, s'inventa una gigantesca operazione pubblicitaria dopo aver investito 376mila euro nell'operazione. Protagonisti delle decorazioni (su cui il Comune ha comunque chiesto sobrietà) saranno i personaggi di fiction e film proposti dalla piattaforma, che così potrà lanciare anche le prossime uscite, compresa (l'attesissima) seconda stagione di “Suburra“. Anche per il Campidoglio è un'operazione “win win“: non spende un euro, avrà un albero di Natale con i fiocchi e porta un grande marchio a Roma, dando l'immagine di una città finalmente in ripresa. Almeno durante le feste.  

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