Scontro tra M5s e Pd sul decoro del centro storico

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:53

E'scontro tra M5s e Pd sul decoro del centro storico di Roma. Un botta e risposta al vetriolo a colpi di post tra Campidoglio e I municipio.

“Inerzia”

A iniziare la querelle è stata la sindaca pentastellata Virginia Raggi lunedì scorso, quando – durante la conferenza stampa sul regolamento del commercio su area pubblica (pronto al voto in aula Giulio Cesare) – ha attaccato la Presidente del Municipio Roma I Centro, Sabrina Alfonsi, e la sua giunta dem, perchè responsabili di inerzia rispetto all'invasione di tavolini nel centro di Roma. “Sono quattro anni che il municipio ha una guida monocromatica e sembra che siano in difficoltà nella ricostruzione del decoro. Invitiamo la presidente a uscire dalle ambiguità”. Secca e immediata la replica della presidente: “La sindaca fa confusione non conosce i regolamenti e le procedure. Da parte mia nessuna ambiguità”.  

La Raggi però rincara la dose con una lettera del Campidoglio, nuovamente sui tavolini e le occupazioni di suolo pubblico. “Sono costretta a rilevare la mancanza del necessario grado di consapevolezza circa le conseguenze insite in un approccio inerte da parte sua. La tutela dell'interesse pubblico non può che essere preordinata a qualsivoglia bilanciamento con interessi di altra natura”. Poco gradita anche la presenza di artisti di strada e delle “emissioni acustiche intollerabili” lamentate dai cittadini.

“Sgarbo istituzionale”

Poche ore dopo, arriva la lunga risposta protocollata del Municipio. Una “missiva arrogante” quella della sindaca, un'entrata “a gamba tesa nelle competenze del Consiglio municipale”, la definisce Alfonsi, che non perdona le “espressioni inaccettabili nei confronti della mia persona e della giunta che ho l'onore di guidare”. Evidenzia lo “sgarbo istituzionale”, le “parole gravi che vanno di pari passo con la campagna di mistificazione e di sguaiati insulti diffusi nei giorni scorsi dai sostenitori del Movimento cinque stelle sulla stampa e sui social media”. E rimarca la “mancanza di rispetto e della considerazione nulla rispetta al ruolo dei municipi, che non sono semplici uffici decentrati del Campidoglio”. 

“Regolamento lacunoso”

La minisindaca ribatte gli attacchi rimandando le accuse al mittente, una per una. Spiega la differenza tra il “piano commercio su area pubblica” e i “piani di massima occupabilità”, ricordando che su questi ultimi la commissione capitolina “non si è mai riunita”. Così come sugli artisti di strada. La giunta municipale “ha più volte sottolineate le lacune” del regolamento vigente, del 2012. Lo stesso Comando generale dei Vigili Urbani, rincara Alfonsi, ha dichiarato che “in mancanza di un regolamento più stringente in materia di artisti di strada, è difficile affrontare le criticità”. Senza parlare, conclude, delle risorse mai arrivate ai vigili del I gruppo per effettuare le necessarie verifiche sul territorio.

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