Rimodulazione delle addizionali, la sfida del Forum famiglie

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:20

Esercitare una pressione costante sulla classe dirigente perché le famiglie siano messe al centro della politica, rafforzando il nostro Paese da un punto di vista innanzitutto sociale. Questo, in estrema sintesi, l’obiettivo del Forum delle Associazioni familiari del Lazio, ribadito nel corso della tavola rotonda “Un fisco locale a misura di famiglia: il Fattore famiglia e le addizionali comunali”, svolta nella Sala della Piccola Protomoteca del Campidoglio. Un confronto apice della Settimana della famiglia che ha visto la partecipazione dei rappresentati del Forum, con la presidente Emma Ciccarelli e il membro di presidenza Alessandro Spalvieri, e di Maurizio Bernardi, membro dell’Afi e responsabile della Rete dei Comuni amici della famiglia. Al dibattito avrebbe dovuto partecipare anche il presidente dell’Assemblea capitolina, Marcello De Vito, già presente all’incontro di un anno fa ma non intervenuto a seguito di sopraggiunti impegni di giunta.

Le famiglie al centro

Riconsiderare la famiglia come una risorsa e non più alla stregua di un problema, restituendole dignità: una mission posta al centro della recente Conferenza nazionale svolta tra il 28 e il 29 settembre, nel corso della quale è stato possibile individuare i punti di crisi e i campi d’intervento per rendere possibile una “riqualificazione” della centralità del ruolo delle famiglie. Un valore scemato, in particolare dal punto di vista demografico: a partire dal calo delle nascite, la consequenzialità delle problematiche derivante impatta sulla società anche a livello economico (i giovani presenti preferiscono costruire la propria vita all’estero) e assistenziale (con il rischio per gli anziani di non ricevere il supporto delle giovani generazioni). “Occorre invertire – ha spiegato la presidente Ciccarelli – la tendenza generale che inquadra la famiglia come un soggetto da assistere e non come un possibile investimento. Nei 5 gruppi di lavoro della Conferenza è stato evidenziato che in Italia solo l’1,6% del Pil è destinato alle famiglie, contrariamente al trend dell’Ue che si attesta al 2,4%”.

Il Fattore famiglia

Possibili soluzioni, una riforma dell’Irpef con annessa no “tax area mobile” e la creazione di un modello amministrativo che preveda l’applicazione del Fattore famiglia comunale, almeno sulle addizionali. Una prospettiva di sviluppo presentata da Maurizio Bernardi, reduce dall’esperienza del Comune di Castelnuovo del Garda (VR) che, in collaborazione con l’Università di Verona, ha studiato l’applicazione del Ffc attraverso la costruzione di scale di equivalenza in grado di sopperire alla categorizzazione del modello Isee, analizzando nel dettaglio le diverse esigenze dei nuclei familiari, con particolare efficacia su quelli a basso reddito e sull’eventuale presenza di disabilità (indistinta nel modello). In sostanza, rivedere e correggere l’Isee con la proposta di un modulo integrativo che consenta di “cogliere in modo più preciso le molteplici dimensioni dei bisogni delle famiglie”.

Le proposte

Un’esperienza che, sul territorio romano, potrebbe trovare tentavi di applicazione almeno livello locale. “Nella Capitale, una scala di equivalenza Irpef ancora non c’è – ha spiegato Spalvieri -. Crearla non costerebbe nulla e determinerebbe differenze nelle agevolazioni a seconda della diversa composizione dei nuclei familiari, tra numero di figli e anziani a carico: le nostre proposte si articolano sulla detrazione fiscale a seconda dei componenti o, più semplicemente, sulla rimodulazione a costo zero delle addizionali comunali secondo gli articoli 31 e 53 della Costituzione”. Un lavoro, quello del Forum, al quale è stato annunciato il sostegno di Sinistra italiana, rappresentata da Stefano Fassina: “Il principale soggetto colpito dalla disuguaglianza sociale sono proprio le famiglie con figli. Una recente indagine di ‘Mapparoma’ ha evidenziato una tendenza dei nuclei a spostarsi nei Municipi esterni, dove però mancano i servizi. Sarebbe opportuno equiparare i due fattori, reddito e servizi, operando uno spostamento dove le famiglie risiedono”.

“Andremo avanti”

Le proposte, nonostante il mancato confronto al tavolo della Protomoteca, saranno inoltrate all’amministrazione, in attinenza a un percorso già avviato: “Il Comune è stato presente in quanto abbiamo avuto il patrocinio – ha spiegato a In Terris il responsabile Spalvieri -. In questo anno abbiamo avuto rapporti continuativi e se abbiamo organizzato questo confronto qui è perché abbiamo notato una certa disponibilità politica. Questo non significa che otterremo dei risultati ma che c’è una strada aperta sicuramente sì. Il risultato lo otterremo quando saremo noi bravi e forti a far capire al Comune che siamo determinati e credo che oggi si sia capito.Andremo avanti e se arriveremo a qualcosa sarà merito più nostro che delle istituzioni”.

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