LUNEDÌ 20 MARZO 2017, 18:33, IN TERRIS

Rapine e aggressioni ai danni di commercianti: fermata la baby-gang dell'Appio

Dodici le ordinanze di custodia emesse dal Commissariato Appio Nuovo: la banda era composta da ragazzi fra i 16 e i 20 anni, di diverse nazionalità

REDAZIONE
Rapine e aggressioni ai danni di commercianti: fermata la baby-gang dell'Appio
Rapine e aggressioni ai danni di commercianti: fermata la baby-gang dell'Appio
Continua il fenomeno delle baby-gang per le strade della Capitale. Stavolta, a finire in arresto, è una banda composta da giovani e giovanissimi, tutti fra i 16 e i 18 anni (a eccezione di due maggiorenni, poco più che ventenni), i quali erano diventati il terrore dei negozianti del quartiere Appio, dove avevano messo in atto, negli ultimi mesi, una serie di violente rapine soprattutto ai danni di negozianti di origine straniera. Alcuni dei commercianti, durante le irruzioni della gang, avrebbero persino riportato delle contusioni a causa delle percosse ricevute dai giovani rapinatori: dopo una serrata indagine, sono state in tutto 12 le ordinanze di custodia emesse dagli agenti del Commissariato Appio Nuovo.

Gang "multietnica"


A consentire l'identificazione della banda, è stata anche la collaborazione delle vittime, le quali hanno fornito agli inquirenti descrizioni fisiche e modalità di azione dei banditi. Dettagli che, uniti alle riprese effettuate grazie alle telecamere di videosorveglianza poste nelle vicinanze degli esercizi commerciali coinvolti, hanno permesso di stringere il cerchio attorno alla baby-gang ed eseguire i primi arresti. Secondo quanto riportato, il leader sarebbe un ragazzo di 22 anni di origine argentina (identificato da un particolare orecchino), a sottolineare la natura per così dire "multietnica" del branco, composto da romani ma anche da giovanissimi di origine straniera.

Il terrore dell'Appio


Stando ai risultati dell'indagine, il modus operandi del gruppo era sempre lo stesso: le rapine venivano effettuate verso il tramonto, o comunque nel tardo pomeriggio, con una vera e propria divisione di compiti, tra chi entrava nei locali rubando e minacciando ritorsioni qualora i derubati avessero chiamato la polizia, e chi restava fuori a fare da palo. In diverse occasioni, i giovani non si sarebbero limitati a immobilizzare il commerciante di turno ma avrebbero messo in atto anche dei pestaggi gratuiti e violenti. Le accuse per i ragazzi fermati, sono dunque di rapina, furto, percosse e danneggiamento. Ad aggravare ancora di più lo scenario è l'estrazione sociale della maggior parte dei giovani, appartenenti a famiglie agiate. Nonostante questo, però, alcuni di loro sarebbero già noti alle Forze dell'ordine per piccoli precedenti penali.
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