Protesta dei migranti in un centro d'accoglienza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:59

Circa 200 migranti si sono barricati all'interno di un centro accoglienza a Roma, in largo Tomaso Perassi. La protesta è stata scatenata dal mancato pagamento del pocket money. 

Trattative

In mattinata si sono registrati momenti di tensione che hanno provocato l'intervento delle forze dell'ordine, giunte sul posto. Poco dopo in loco si è recato il responsabile del centro che ha incontrato gli accolti rassicurandoli sul pagamento a breve del pocket money. La situazione si è quindi calmata anche se polizia e carabinieri continuano a monitorare. 

L'arrivo di Salvini

Tensioni si sono registrate quando fuori dalla struttura è arrivato Matteo Salvini. “Roma, questo era un albergo, che ospita cosiddetti profughi – ha detto il leader della Lega in un video girato all'interno del centro e postato su Facebook – . Protesta per il pocket money, la solita storia, immigrati che protestano, vogliono più soldi! Guardate dove stanno, un parco a disposizione, con tanto di pecore e capre. Non so quanti di voi che ci guardate da casa abbiano qualcosa del genere”. Immediata la contestazione degli operatori, con un volontario che lo ha invitato ad andarsene. “Siccome pagano gli italiani hanno diritto di sapere cosa succede qua dentro – ha risposto il segretario leghista -. In quota parte pago anch'io. Quindi sto qua. Invece di dire grazie questi dicono più soldi. Vi pare normale? Lo dico a chi pensa di non votare il 4 marzo. E avallano queste scelte. Vogliono i soldi in contanti questi, ma uno i soldi in contanti se li guadagna lavorando“. Salvini ha riferito di aver letto dell'”ennesima protesta” e di aver deciso di andare sul posto. “Non vedo l'ora di fare il ministro degli Interni“, ha aggiunto. “Invece di ospitare italiani in difficoltà sta ospitando aspiranti profughi – ha detto ancora -. Non facciamo le pecore il 4 marzo…Penso che i soldi si possano spendere meglio e l'integrazione farla in un altro modo”. Una operatrice ha detto “Vergognati” a Salvini. “Pago e devo anche vergognarmi? – ha risposto -. Vergognatevi voi“.

 

 

 

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