DOMENICA 20 OTTOBRE 2019, 21:50, IN TERRIS

EMERGENZA ECOLOGICA

Piano del Campidoglio per le periferie green

In Italia 31 metri quadri di verde a cittadino. Piantare alberi è tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

GIACOMO GALEAZZI
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Pini domestici
Pini domestici
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a comunità Laudato sì che ha chiesto a ogni cittadino di buona volontà, ad ogni organizzazione di qualunque natura e orientamento, ad ogni azienda pubblica o privata, alla straordinaria rete di comuni e regioni d’Italia, al governo nazionale di piantare alberi in città affinché alla fine ce ne sia uno per ogni italiano. "Roma riparte della sue periferie. Dal 2020 partiranno i lavori per la riqualificazione del quartiere Pietralata, nel quarto municipio", ha annunciato la sindaca di Roma Virginia Raggi. E aggiunge: "Dopo 14 anni abbiamo sbloccato una vicenda complessa approvando in Giunta il Print di Pietralata, il programma di recupero e rigenerazione urbana che porterà alla nascita di nuove strade e collegamenti, verde pubblico, una piazza, uffici per servizi ai cittadini, case, parcheggi, una pista ciclabile che si collegherà a Monte Sacro, un centro anziani, una biblioteca, un teatro, un asilo. Tutte opere che i cittadini di quella zona aspettavano da tempo. Il Print di Pietralata è uno dei progetti più importanti e complessi bloccato da più di 10 anni. Pensate era fermo dal 2006! Ora diventerà finalmente realtà, strappando al degrado diverse aree di questa periferia". In Italia ogni cittadino ha a disposizione in media 31 metri quadrati di verde urbano, secondo i dati Istat riportati dal Sole 24 Ore.  Sei milioni di alberi per trasformare il Lazio in una regione sempre più green, attenta alle sfide della qualità dell’aria e alla cura del territorio, delle aree verdi e dei parchi. Secondo l’Istat, che ogni anno svolge un’indagine sul verde urbano, in Italia ci sarebbero 3,6 milioni di fusti tra strade e palazzi. Il dato, del 2017, si riferisce esclusivamente ai comuni capoluogo di provincia. Purtroppo non tutte le amministrazioni hanno quantificato il loro patrimonio arboreo, oppure lo hanno fatto soltanto in parte, nonostante le prescrizioni di legge. Dal 2013, infatti, la legge n.10 obbliga i comuni a registrare tutti gli alberi presenti sul loro territorio in un catasto. “La legge prevede che venga “messo a dimora” un albero per ogni nuovo cittadino nato o adottato se si tratta di centri superiori ai 15 mila abitanti- evidenzia l’Agi-.La disposizione ha modificato, ampliandola, una legge del ’92 già esistente in materia, ma è rimasta nella maggioranza dei casi disattesa. Tant’è che per intervenire ancora sul problema, nel 2018 le senatrici pentastellate Paola Nugnes e Vilma Moronese hanno presentato un ulteriore disegno di legge che prevede la piantumazione in ogni comune anche in caso di morte di un cittadino di età inferiore ai cinquant’anni”.


Sos anidride carbonica

Gli alberi assorbono anidride carbonica, catturano le polveri sottili causate dallo smog e diminuiscono la temperatura dell’ambiente in cui sono inseriti fino a 2 gradi centigradi. “Verrebbe da dire chi trova un “albero”, trova un tesoro- osserva l’Agi-. E infatti, tra gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, le Nazioni Unite hanno inserito il ripristino delle foreste degradate e l’aumento delle superfici boschive, ma hanno anche sottolineato l’importanza dell’accesso al verde in città, dove i benefici delle piante sono sotto gli occhi di tutti. In questi ultimi anni, sull’onda di una maggiore sensibilità alle tematiche ambientali, alcuni comuni stanno correndo ai ripari con massicci interventi di piantumazione urbana”. Intanto la Regione Lazio lancia la campagna “Ossigeno” con un investimento di 12 milioni di euro dal 2020 al 2022, per produrre e acquistare alberi e arbusti autoctoni certificati e, allo stesso tempo, si fa promotrice di un’iniziativa di sensibilizzazione per spingere comuni, grandi aziende, stakeholder, associazioni ambientaliste e onlus alla piantumazione diretta, in questo caso fornendo assistenza per la scelta delle piante e dei luoghi più adatti. L’obiettivo è arrivare alla piantumazione di 6 milioni di alberi, uno per ogni abitante del Lazio, che porteranno all’assimilazione e compensazione di 240 mila tonnellate annue di anidride carbonica. Nello studio “Dati ambientali nelle città”, effettuato ogni anno in 116 comuni capoluogo di provincia, l’Istat monitora la qualità dell’ambiente delle città. I 31 metri quadri di media si traducono in dati reali assai penalizzanti per molti cittadini. Nella metà delle città (10,7 milioni di persone, circa il 60% della popolazione dei capoluoghi) infatti l’area verde a disposizione è molto più contenuta (inferiore a 20 metri quadri per cittadino) e in 19 (per 2,2 milioni di cittadini) non raggiunge la soglia dei 9 metri quadri obbligatori per legge.


Via libera alla piantumazione

Nel totale il verde urbano rappresenta il 2,7% del territorio dei capoluoghi di provincia (oltre 567 milioni di metri quadri). Il 16,1% della superficie comunale è inclusa in aree naturali protette mentre la superficie agricola utilizzata è pari in media al 44,3%. “In concomitanza con la Giornata Nazionale degli Alberi, dal prossimo 21 novembre, l’iniziativa prenderà il via cominciando a piantumare parte dei 30.000 alberi e arbusti già pronti e messi a disposizione dal Vivaio del Parco Regionale dei Monti Aurunci - riferisce LaPresse -. La piantumazione partirà dai luoghi e dalle strutture di competenza regionale come le scuole e gli ospedali pubblici e proseguirà nelle settimane successive con le università, i centri anziani, i luoghi della cultura, i parchi, le riserve e i monumenti naturali”. Gli alberi saranno piantumati dal personale delle Aree Naturali Protette del Lazio e dalle associazioni di protezione civile. Tecnici, agronomi e forestali della Regione Lazio coordineranno i lavori. Inoltre, il 21 ottobre partirà il bando “Green” da 3 milioni di euro per promuovere e sensibilizzare i più giovani al rispetto dell’ambiente. L’iniziativa si inserisce nei percorsi educativi ed è finalizzata a dare ai giovani strumenti di conoscenza utili per renderli protagonisti dei processi di sviluppo dei territori alla luce delle sfide poste dal cambiamento climatico e della sostenibilità ambientale in generale.


Azioni concrete

L’avviso pubblico promuove la costituzione di un “Catalogo regionale degli interventi di accompagnamento dei giovani per il rispetto dell’ambiente e per sostenere la sfida dei cambiamenti climatici”. Al bando potranno partecipare enti del Terzo settore, associazioni ambientaliste, Enti di Gestione delle Aree Naturali Protette Regionali e dei Monumenti Naturali del Lazio presentando progetti su: cambiamenti climatici; inclusione sociale, diritti e ambiente; gestione dei rifiuti. Educare alle 3R, ridurre, riusare, riciclare; progettazione dell’educazione ambientale; uso delle risorse, educare all’uso responsabile della risorsa idrica e delle risorse energetiche; tutela degli ecosistemi naturali; inquinamento. Potranno usufruire dei progetti inseriti nel Catalogo le scuole e gli organismi di formazione del Lazio. Queste iniziative sono parte del progetto “Lazio Green”, le azioni concrete della Regione per far diventare il Lazio un territorio sostenibile. Sono Pavia, Lodi, Cremona e Matera le città più verdi d’Italia, tutte sopra i valori medi per verde urbano, aree protette e terreni agricoli. L’Istat descrive un’Italia spaccata in due anche per quanto riguarda le aree verdi in città. I capoluoghi di provincia del Nord hanno in media più parchi di quelli del Centro e del Sud. Trento è la città più green d’Italia, con 401,5 metri quadrati di verde per abitante. Se la cavano bene anche Terni al Centro, Potenza e Reggio Calabria al Sud, entrambe sopra i 100 metri a testa.


Emergenza cementificazione

Taranto è la maglia nera d’Italia, ben al di sotto del limite di legge di 9 metri quadrati di verde urbano ad abitante. La città dell’Ilva divide il poco lusinghiero podio di Comune “grigio” con Bari e Genova. Al Nord i capoluoghi veneti e lombardi si rivelano particolarmente green, al contrario della Liguria. Qui, oltre al capoluogo, anche Savona e Imperia sono sotto i 9 metri quadrati a testa. Roma, Milano e Torino sono intorno ai 20 metri a testa, Napoli poco sopra i 10. Sotto il limite dei 9 metri sono quasi tutti i capoluoghi di provincia di Puglia e Sicilia, mentre le città lucane si rivelano verdissime e alzano la media del Mezzogiorno.

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