Pd: “Siamo il primo partito, è l’effetto Zingaretti”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:19

Il Pd c'è. Almeno a Roma: è il primo partito e la vera sorpresa di queste elezioni. Il Partito Democratico di Nicola Zingaretti ha sorpassato sia la Lega che i 5 Stelle toccando quota 40% nei primi due municipi, nonostante l'affluenza inferiore rispetto a cinque anni fa.

Pd

Dopo le tornate elettorali in III e VIII municipio vinte con percentuali bassissime di votanti alle urne, il Pd sfonda quota 30% con punte sopra il 40 nei territori del I e II municipio, zone dove si è votato di più. Negativo il dato nella periferia est, dove nel VI municipio i dem non vanno oltre quota 20%. “Siamo il primo partito, è l’effetto Zingaretti”, chattano i dem. Esulta anche il segretario del Pd Roma Andrea Casu: “I dati dalle sezioni confermano quello che chi ha lavorato in questi duri anni di opposizione e ricostruzione per #Roma sa già: nella Capitale il #PD è il primo partito. Grazie a tutti i democratici che insieme hanno contribuito a realizzare questo straordinario risultato!”. “Molto soddisfatti per l’esito elettorale, la scelta della lista unitaria è stata vincente. Il bipolarismo è tornato a essere centrato sulla presenza del Pd”, ha commentato il neo segretario Pd. Le immagini scattate al Nazareno mostrano Nicola Zingaretti e Paolo Gentiloni soddisfatti e sorridenti poi Zingaretti in conferenza stampa al Nazareno ha lanciato la nuova sfida: “Salvini emerge come vero leader di un governo immobile e pericoloso. Noi vogliamo costruire l’alternativa a Salvini per essere credibili in vista del voto politico. Il governo esce ancora più fragile per divisioni interne di fronte ai grandi appuntamenti che lo aspettano”.

Lega

Ottimo anche il risultato della Lega di Matteo Salvini che nella Capitale supera il Movimento 5 Stelle e quando lo scrutinio arriva a 2.337 sezioni sulle 2.600 complessive, lo scarto tra i due partiti è di 5 punti con il Carroccio al 25,78 per cento (255.527 voti) e il M5s al 17,58 per cento (174.274 preferenze). Salvini piace soprattutto nella periferia est dove nel V e VI municipio supera quota 30%. Nel municipio delle torri, granaio elettorale del M5s, la Lega arriva al 36,76%. Il voto premia Salvini anche nel centro della città, con percentuali che sfiorano il 20% in I, II e VIII municipio. Da sottolineare come il dato generale romano di un eventuale centrodestra unito arrivi a sfiorare il 40%, con Fratelli d'Italia che conferma il suo trend nella Capitale, attestandosi all'8.70%, mentre Forza Italia continua la sua lenta discesa, fermandosi al 5.57%. ll leader della Lega ha atteso i risultati in via Bellerio. Prima ha ringraziato gli elettori su facebook con una foto (1° partito in Italia, grazie), poi si è concesso alle telecamere con il rosario in mano dicendo: “Ringrazio chi c’è lassù e non aiuta Matteo Salvini e la Lega ma aiuta l’Italia e l’Europa”, ha detto il segretario leghista, ricordando di aver «affidato al cuore immacolato di Maria non un voto ma il destino di un Paese e un continente”. 

M5S

Pesante tracollo per il M5s, partito della sindaca Virginia Raggi, uscito trionfante dalle comunali del 2016. 194.545 i romani che hanno votato cinque stelle, pari al 17.58. Per la prima volta da quando governa in un test elettorale nazionale il M5s scende sotto il 20%. Un dato che conferma le batoste in III e VIII municipio di un anno fa, quando i candidati  grillini non raggiunsero neanche il ballottaggio. Pesante la debacle in I e II municipio, i più centrali, dove le stelle si fermano al 9%. Nella periferia est, premiante tanto nel 2016 alle comunali, quanto alle politiche dello scorso anno, M5s non è più il primo partito. Punta massima il 24,85% del VI municipio, con il V e IV appena sopra il 20%. Per il resto grillini sopra il 20% solo ad Ostia. “Ora testa bassa e lavorare”, avrebbe detto il vice premier Luigi Di Maio seguendo i risultati da Montecitorio, mentre la squadra cinquestelle di palazzo Senatorio è rimasta in silenzio. “I cittadini vanno sempre ascoltati”, si limita a far trapelare Raggi.

Affluenza al 48,9

Roma va male rispetto ad altre città italiane, in primis a quelle del Nord – perdendo 3 punti percentuali rispetto alle Europee del 2014 – e rispetto alla media europea che si è attestata intorno al 51 per cento, la più alta affluenza degli ultimi 20 anni. Cinque anni fa l’affluenza complessiva nella Capitale si attestò al 51,9 per cento, ieri si è fermata al 48,9 per cento. Non solo. Rispetto alle ultime consultazioni per il rinnovo del Parlamento europeo, i Municipi, analizzati singolarmente, risposero in modo compatto mentre ora si allargano i divari con le periferie – soprattutto quella di Tor Bella Monaca – che restano lontane dalle urne. A votare di più sono stati gli uomini (50,1%) rispetto alle donne (47,8%), ancora pochi i giovani. Malissimo il VI Municipio che si ferma al 42,5 per cento mentre nel 2014 l’affluenza raggiunse il 46,8 per cento. Il partito del non voto ha vinto anche in XI Municipio dove il presidente grillino, Mario Torelli, e la sua squadra sono stati sfiduciati dal Consiglio qualche settimana fa. L’affluenza in questo caso si è fermata al 45,7 per cento, con ben 4 punti percentuali in meno rispetto al 2014. Male anche da parte degli elettori del XIV Municipio, quello dove risiede la sindaca: l’affluenza si è fermata al 46,3 per cento, mentre cinque anni fa, arrivò al 48,1 per cento.

Ecco il voto in percentuale municipio per municipio:

I municipio 52,41
II municipio 56,83
III municipio 51,27
IV municipio 49,31
V municipio 47,16
VI municipio 42,45
VII municipio 50,24
VIII municipio 50,42
IX municipio 50,93
X municipio 47,13
XI municipio 45,74
XII municipio 50,36
XIII municipio 47,87
XIV municipio 46,35
XV municipio 47,11

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