“Manuel siamo tutti con te”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:45

Manuel, siamo tutti con te”. E' questo lo slogan della fiaccolata organizzata a Roma, al quartiere Axa, per dimostrare solidarietà a Manuel Bortuzzo, il giovane ferito durante un agguato sabato 2 febbraio. Il corteo è partito da piazza Eschilo, il luogo in cui è stato colpito dal proiettile che lo ha reso paralizzato.

L'intervista a Manuel Bortuzzo

In un'intervista rilasciata ad un noto giornale italiano, Manuel Bortuzzo parla di come sia cambiata la sua vita e di quanto senta vicino tutto l'ambiente del nuoto: “E' diventato come una famiglia. Mi chiedono ancora come sia possibile tutto questo. Mi vogliono bene dappertutto, è una sensazione bellissima. Li ringrazio tutti. Ad esempio ho saputo che a Mestre i ragazzi in gara hanno indossato delle magliette con il mio viso. Ci sono persone che non mi conoscono, ma che mi dicono 'ti voglio bene'. E mi considerano un punto di riferimento. Non so spiegarmelo, ma so che è bello, molto bello”. “Sono sempre stato appassionato di nuoto – racconta ancora –. Forse ho capito che faceva davvero per me guardando mia sorella Michelle che già andava in piscina. E da allora non mi sono più fermato. Ora vorrei diventare come Bebe Vio“.
Di quella sera afferma poi di ricordare tutto: “Ricordo la scena, il dolore. Quando mi sono risvegliato in ospedale, mi hanno raccontato che i due giovani fanno parte di una gang, che c'è di mezzo la malavita, la mafia. Ma di loro non mi importa niente, adesso devo pensare ad andare avanti per la mia strada”.

Le indagini

La svolta nelle indagini sul ferimento del giovane trevigiano, è arrivata a poche ore dal ritrovamento di una pistola, una calibro 38, che la fonte della polizia ha visto lanciare da uno scooter in corsa subito dopo il ferimento, in un campo non lontano dal parcheggio antistante il pub dove il nuotatore è stato colpito gravemente.

Nella giornata del 7 febbraio sarebbe poi arrivata la confessione spontanea dei due giovani, già noti alle forze dell'ordine ed entrambi di Acilia, che si sarebbero presentati in questura con i loro legali, e avrebbero detto di aver sparato e di aver colpito Manuel per errore. Nella tarda serata, l'arresto per tentato omicidio con l'aggravante dei futili motivi.

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