Lega e Movimento trovano l’accordo sul “salva Roma”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:01

Roma può tirare un sospiro di sollievo: il Campidoglio è salvo. Il nuovo decreto salva Roma, come riporta l’edizione odierna del Messaggero, scrolla dalle spalle dei romani vecchio bond da 1,4 miliardi, il City of Rome, che con il benestare dei possessori, sarà ceduto allo Stato. Il governo centrale, dunque, potrà rimodulare di conseguenza la quota di 300 milioni di euro che dal 2010 versa ogni anno al commissario dei conti in rosso di Roma. Tuttavia, il nuovo accordo supera il piano del Comune di Roma che prevedeva la riduzione dell’addizionale Irpef, maggiorata dello 0,4% da dieci anni per finanziare il ripianamento dei debiti contratti dalle amministrazioni comunali fino al 2008.

Virginia Raggi

Lo avevamo chiesto mesi fa; poi sono arrivate le elezioni e si è persa la ragione. Abbiamo finalmente tagliato gli interessi alle banche. L’importante è che ora Roma e l’Italia avranno 2 miliardi e mezzo di debito in meno”, esultato la Raggi appena Lega e 5 Stelle hanno presentato l’emendamento al decreto Crescita sull’Urbe, in Commissione Bilancio alla Camera, sottolineando anche come un’ipotesi di default della macchina amministrativa fosse solo “tanto rumore per nulla”.

Le opposizioni

Per Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, che ha parlato con il Messaggero, si tratta di “una ‘mancia Capitale’. Roma si ritrova dannata e beffata da 5 Stelle e Lega Nord, che archiviano la pratica con un rimborso spese a saldo del debito pregresso ante 2008 e, peggio, vampirizzano le risorse derivanti dall’addizionale Irpef pagata dai romani. Tutto questo sotto il naso della sindaca Raggi che a questo punto, priva della solidarietà di Conte e Di Maio, ha un motivo valido per rassegnare le dimissioni”. Anche la sinistra parla di un “emendamento irricevibile”. Il deputato e consigliere in Campidoglio di Leu, Stefano Fassina sottolinea come il nuovo decreto colpisca la Capitale e sottragga al bilancio di Roma le risorse derivanti dall’addizionale comunale più alta d’Italia, versata dai romani. Lo scippo che si è appena compiuto è una condanna per la Capitale”, ha concluso.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.