La “censura” su Caffarra finisce in Parlamento

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:17

Può l'omaggio a un cardinale deceduto suscitare polemiche e richiedere l'intervento della forza pubblica? La risposta è affermativa, stando a quanto accaduto nelle scorse ore a Roma, dove un camion-vela commemorativo del card. Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna venuto a mancare il 6 settembre scorso, ha sollevato un polverone destinato a non placarsi ancora. Domattina, infatti, sono previste ben quattro interrogazioni parlamentari sul caso.

Il fatto

Lunedì scorso, 6 novembre, a due mesi dalla morte di Caffarra, le associazioni cattoliche “ProVita Onlus”, “Vita è” e la casa editrice “Fede e Cultura” hanno deciso di ricordare il porporato con un manifesto su un camion-vela da far girare per le strade della Capitale, soprattutto nei pressi di piazza San Pietro.

Poco dopo esser partito, tuttavia, l'automezzo ha avuto un intoppo. Gli organizzatori hanno raccontato: “In via della Conciliazione, incredibile ma vero, il camion-vela è stato bloccato dalla polizia in borghese e in uniforme. Un sovraintendente del commissariato Borgo ha chiesto a Toni Brandi (presidente di ProVita Onlus, ndr), per telefono, quale fosse lo scopo dell’iniziativa poiché – parole testuali – 'il cardinal Caffarra non era in linea con Papa Francesco'”.

Brandi ha risposto che si trattava di una commemorazione di un uomo che considera un santo, un “principe della Chiesa”, come tradizionalmente vengono chiamati i cardinali, “affatto eretico né separato dal Papa regnante”. Per altro, in una delle sue ultime uscite pubbliche prima della morte, nell'aprile scorso a Carpi, Caffarra, tra i cardinali firmatari dei 'dubia', è stato fotografato dall'Osservatore Romano mentre si abbracciava con il Pontefice Francesco.

Tornando ai recenti fatti, il camion è stato bloccato per due ore e Brandi è stato convocato di nuovo il giorno successivo, 7 novembre, per proseguire l'interrogatorio. Il secondo incontro del presidente di “ProVita Onlus” con i funzionari è durato circa tre quarti d'ora, ed è stato condotto in maniera “educata e cordiale”, ha precisato Brandi.

Gli interrogatori

Brandi ha sottolineato che l'iniziativa è nata per ricordare l'impegno per la vita e la famiglia del card. Caffarra e per legarlo alla figura di Papa Giovanni Paolo II – da ricordare che Caffarra fu nominato nel 1981 presidente del Pontificio istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia -, del Pontefice polacco sui manifesti è stata riportata la frase sull’indissolubilità del matrimonio: “Ci alzeremo in piedi quando l’istituzione del matrimonio è abbandonata all’egoismo umano e ridotta a un accordo temporaneo e condizionale che si può rescindere facilmente, noi proclameremo l’indissolubilità del vincolo matrimoniale”.

All'organizzatore dell'iniziativa è stato inoltre chiesto se fossero state avvisate le autorità vaticane, ma Brandi ha risposto che “non vedevo perché avremmo dovuto informarle”. Il presidente di “ProVita Onlus” ha spiegato infine che si è trattato di “una commemorazione di un grande cardinale morto due mesi fa e anche un’occasione per ricordare ai romani queste due grandi personalità nel campo della vita e della famiglia”. Il dirigente di Polizia – rileva Brandi – è parso soddisfatto delle motivazioni fornite e si è dimostrato molto gentile.

La reazione di “ProVita Onlus”

L'Associazione “ProVita Onlus” si batte da anni per la difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, pertanto un uomo di Chiesa sempre in prima linea per la tutela di simili principi non può che essere un riferimento. “Il Cardinal Caffarra – si legge in un comunicato dell'organizzazione – è stato per noi amico e modello, ci ha insegnato che si può e si deve spendere la vita per la vita, per la famiglia, per la tutela dei più deboli, a cominciare dai bambini, prima e dopo la nascita”.

Intervistato da In Terris, Brandi manifesta la propria “stima e gratitudine” verso i funzionari di polizia, ribadendo il tono cortese con cui si sono svolti i due interrogatori. Il presidente di “ProVita Onlus” si domanda piuttosto “chi possa aver dato loro ordine di bloccare il camion”, dal momento che il manifesto non lancia messaggi aggressivi né lesivi dell'ordine pubblico. “Non credo – afferma Brandi – che qualche comune cittadino possa essersi sentito offeso dalla nostra iniziativa”.

Le interrogazioni parlamentari

Le perplessità sui motivi che si celano dietro lo stop all'automezzo non premono soltanto i membri di “ProVita Onlus”. Domattina, infatti, la vicenda sbarca alla Camera dei Deputati. Brandi rivela a In Terris che i parlamentari Lucio Malan (Fi), Giorgia Meloni (FdI), Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio (Lega), sono pronti a presentare interrogazioni sulla vicenda.

In attesa di sviluppi, il camion-vela continua a girare per le strade di Roma fino a sabato prossimo, 11 novembre. Il ricordo del card. Caffarra prosegue, nonostante gli intoppi.

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