Iter di morte cerebrale per il secondo bimbo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:12

E'stato avviato l'iter di accertamento della morte cerebrale del figlio maggiore della detenuta che, nella giornata di ieri, ha gettato entrambi i suoi bambini dalle scale del reparto nido del penitenziario di Rebibbia. Uno dei bimbi, una femminuccia di appena 4 mesi, era deceduta quasi all'istante, mentre il più grande, di due anni di età, era stato trasportato d'urgenza presso l'ospedale Bambino Gesù, versando subito in condizioni critiche: “Le condizioni del bimbo sono purtroppo gravissime – scrive il nosocomio pediatrico in un comunicato -. Le ultime indagini necessarie per la valutazione del quadro clinico hanno confermato la condizione di coma areflessico con elettroencefalogramma isoelettrico. Prosegue supporto rianimatorio avanzato”.

Le sospensioni

La mamma, una trentenne di origini tedesche e in carcere per reati di droga, aveva gettato i suoi figli per la tromba delle scale mentre si trovava con loro nel reparto nido, dove sono ospitati i figli delle detenute fino a tre anni di età. Una follia compiuta mentre nella sezione si trovavano anche altre persone, circostanza che ha spinto la direzione di Rebibbia ad avviare un'indagine interna per verificare se vi fossero eventuali responsabilità. Nel frattempo, però, il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha optato per la linea dura, sospendendo poche ore dopo la direttrice e la vicedirettrice della sezione femminile del pentienziario. Con loro, sospeso anche il vicecomandante del reparto di Polizia Penitenziaria.

Sopralluoghi a Rebibbia

“E' stata una tragedia – ha detto il guardasigilli a La7 – ma se ho preso un provvedimento di sospensione rispetto ai vertici di quella sezione del carcere significa che ho ritenuto che siano stati fatti errori”. A ogni modo, perlomeno ufficialmente, i provvedimenti di sospensione sono stati emessi dal capo del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, Francesco Basentini. Intanto proseguono le indagini interne (parallele a un accertamento ispettivo da parte del Dap). Sul luogo della tragedia, oltre al ministro Bonafede, si sono recati anche il capo del Dap Basentini e il procuratore aggiunto Maria Monteleone, coordinatore del pool dei magistrati che si occupa dei reati sui minori. Il caso di Rebibbia ha immediatamente riacceso la polemica su un argomento particolarmente discusso dall'opinione pubblica, quale il soggiorno in carcere dei bambini figli di detenute

 

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