Il Mibact boccia “Tiberis”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:40

Non c'è pace per “Tiberis“, la spiaggia sotto ponte Marconi che l'amministrazione Raggi ha fortemente voluto (e inaugurato la scorsa estate) nell'ambito di un progetto più ampio di riqualificazione, valorizzazione e fruibilità delle sponde del Tevere.

La lettera

Secondo quanto riportato dal Messaggero sull'arenile si è abbattuta la mannaia della Soprintendenza del Mibact, che in una lettera recapitata al Campidoglio chiede l'immediata rimozione della struttura e il “ripristino dello stato dei luoghi“. Il motivo? Tiberis sarebbe “abusiva“, in quanto realizzata senza le autorizzazioni previste dal Codice dei beni culturali. Nello specifico la spiaggia insiste su un'area “di grande rilevanza storica e ambientale da preservare”. I dintorni del fiume Tevere, ricorda il Mibact, sono sottoposti “a particolare regime di tutela paesaggistica“. Pertanto per ogni intervento risulta necessaria “l'acquisizione delle valutazioni e delle autorizzazioni di competenza della Soprintendenza“. Tuttavia, prosegue la comunicazione, “nessuna comunicazione è pervenuta” agli uffici del ministero “nella procedura di rilascio della concessione dell'area all'amministrazione capitolina”.

Natura danneggiata

Secondo la Soprintendenza, fra l'altro, qualunque intervento dovrebbe “tendere soprattutto al ripristino dell'ecosistema tipico delle rive dei fiumi“. Cosa che non sarebbe avvenuta. Non solo, spiega l'ufficio del Mibact, Tiberis “non è stata realizzata in maniera conforme agli obiettivi di tutela e miglioramento della qualità del paesaggio” ma avrebbe addirittura rappresentato “un rischio” per la “vulnerabilità del paesaggio“. Gli operai che hanno messo in piedi lo stabilimento avrebbero operato una “indiscriminata” estirpazione della vegetazione, non distinguendo fra quella “infestante” e quella tipica (e tutelata) delle “zone umide“. La “morfologia dei luoghi” sarebbe poi stata “alterata dai movimenti di terra” e “coperta indistintamente da una vasta distesa di ghiaia”. Altre critiche vengono mosse alla recinzione (“appare scarna e inadeguata“)  e alla totale assenza di “piantumazioni a verde“. Per questo il Mibact chiede “la presentazione di un progetto di ripristino dello stato dei luoghi in vista dello smantellamento delle attrezzature del lido”. 

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