Fra hi-tech ed educational: l'Acquario c'è, i pesci quasi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:54

Venti lunghissimi anni di attesa, 10 per ottenere i permessi edilizi, altri 10 per l'edificazione delle strutture. Ma ora, giunti ormai oltre la metà del 2018, l'Acquario di Roma sembra davvero pronto per vedere la luce. Quella soffusa del fondale marino naturalmente, appena sotto la superficie che, in questo caso, è quella bicolore del Laghetto dell'Eur, dove il Sealife è stato pensato e via via allestito nel corso degli anni che vanno dall'amministrazione Rutelli a quella Raggi. O meglio, dove è ancora in corso di allestimento, subendo giusto gli ultimi ritocchi perché, a quanto sembra, la parte maggiore dell'opera è completa e, a breve, pronta a presentare le sue innovazioni tecnologiche e a ospitare le creature del mare, rigorosamente del Meditarraneo. Sì perché l'idea di fondo, ha spiegato l'ingegner Domenico Ricciardi, presidente di Marenostrum e fra i padri del progetto, è rendere i romani partecipi delle difficoltà del bacino che circonda l'Italia e risollevarne le sorti attraverso una tutela che è anche un po' una presa di cosceinza collettiva.

I numeri

Parlando di dati tecnici, il ritardo c'è: la struttura doveva essere pronta nel 2012, è costata 120 milioni di euro (nei quali, precisano gli ideatori/gestori, non rientra nessun capitale pubblico) e, in prospettiva, dovrebbe rappresentare l'avanguardia dei futuri acquari 2.0, un unicum in Europa e un apripista per una futura lettura e tutela del mondo marino. Al momento, però, i pesci (una cinquantina di specie previste) ancora non ci sono e nemmeno la sezione hi-tech, così come quella expo, sono pronte per essere aperte al pubblico. Lo saranno a breve, ha spiegato Marco Staderini, presidente della società gestente, di sicuro entro giugno 2019 (con concessione fino al 2048). L'apertura procederà probabilmente a step: si procederà intanto con un'overture spot per le scolaresche, alle quali riservare una sorta di pre-opening utile alla sensibilizzazione sui temi cruciali per i quali l'Acquario di Roma è stato concepito. Poi largo allo spazio commerciale (in fase di allestimento) e, infine, all'area della Merlin Entertainment, la società che si occuperà di inserire nelle vasche i pesci mediterranei e che, nei prossimi giorni, effettuerà gli ultimi sopralluoghi.

Strutture e iniziative

Insomma, una data ufficiale non c'è ancora. Va detto, però, che la struttura è effettivamente quasi ultimata, perlomeno nella sua conformazione complessiva: ingresso con scala monumentale, corridoio-crocevia per accedere alle varie aree, giochi d'acqua, area per videoguide e maxi sala conferenze con tanto di ologrammi , pensata anche per mostre temporanee e workshop di portata internazionale, per un totale di 18 mila metri quadri (7 mila visitabili) di un'opera che, spiega l'ing. Riccardi, “ha riqualificato il fondale di un laghetto artificiale”. Pregevole l'iniziativa nata dall'intesa con l'Ospedale 'Bambino Gesù': i piccoli pazienti avranno infatti la possibilità, attraverso un'apposita app, di interagire coi pesci robot del Campus Biomedico che saranno presenti all'interno dell'acquario, strumenti utili ai biologi marini ma anche ai bimbi in degenza, perché possano essere coinvolti nella mission educativa di Sealife.

Verso l'apertura

Del resto, tralasciando per un momento ritardi, interruzioni, norme antisismiche (lo stop più lungo, che ha costretto a rivedere gran parte della programmazione) e qualche debito residuo (10 milioni verso i fornitori “che risolveremo nel breve periodo”, spiegano), la proiezione futura dell'Acquario di Roma è davvero di quelle innovative: tecnologia ed educational fusi in un unico percorso, interamente privato e, promettono, a prezzi più che accessibili, specie per i più giovani. Per conoscere il giorno del taglio ufficiale del nastro pare non bisognerà nemmeno attendere molto: il 5 luglio probabilmente, quando Merlin effettuerà il suo sopralluogo finale. Dopodiché, l'idea di andare sotto un lago ad ammirare il mare potrebbe finalmente prendere forma per tutti.

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