Forum: “La persecuzione anticristiana nel mondo”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:38

Perseguitati più che mai. Focus sulla persecuzione anticristiana tra il 2017 e il 2019”. Questo il titolo della nuova ricerca sul tema di “Aiuto alla Chiesa che soffre” che sarà presentata giovedì 24 ottobre alle 11 nella basilica di San Bartolomeo all’Isola (piazza San Bartolomeo all’Isola, 22). Lo studio Acs racconta della persecuzione in atto nei 20 Paesi in cui è oggi più difficile essere cristiani, provando come il cristianesimo detenga ancora oggi il triste primato di fede maggiormente perseguitata al mondo.

Il programma

Dopo i saluti del rettore della basilica capitolina, don Angelo Romano, a intervenire saranno il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, Alfredo Mantovano, presidente di Acs-Italia, e Alessandro Monteduro, direttore di Acs-Italia. Due le testimonianze in programma: don K. A. Jude Raj Fernando, rettore del santuario di Sant’Antonio di Colombo, presente al momento di uno degli attentati kamikaze che nel giorno di Pasqua (21 aprile 2019) hanno colpito tre chiese dello Sri Lanka causando 253 vittime, e don Roger Kologo, sacerdote della diocesi di Dori nel nord del Burkina Faso, una delle diocesi maggiormente interessate dagli attacchi anticristiani in atto, e amico di don Joel Yougbare, rapito il 17 marzo scorso. Modera Marta Petrosillo, portavoce di Acs-Italia. 

In merito alla drammatica ascesa del fondamentalismo islamico osservata negli ultimi anni in Burkina Faso, monsignor Pierre Claver Malgo – vescovo della diocesi di Fada N'Gourma la più grande del Paese – ha commentato su vaticannews.va: “Non so spiegarmi il motivo di una tale evoluzione. La nostra impressione è che si tratti di più gruppi terroristici legati all'Isis che agiscono nella medesima area”. “Ma è chiaro – ha aggiunto – che tutti abbiano un piano: occupare l’intera regione del Sahel”. Il presule nota come le violenze non abbiano colpito esclusivamente la comunità cristiana, tuttavia “quando ad essere attaccati sono i nostri fedeli, viene sempre chiesto loro di convertirsi all’Islam e di abbandonare la propria fede. Senza contare la distruzione e la profanazione di simboli religiosi cristiani”, come la cappella bruciata nella parrocchia di Kantchari lo scorso 4 agosto.

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