MERCOLEDÌ 15 FEBBRAIO 2017, 17:47, IN TERRIS

Don Bosco, nascondevano droga e reperti archeologici: fermati due romani

Due uomini, di 33 e 36 anni, posti agli arresti domiciliari con l'accusa di detenzione di stupefacenti e ricettazione: sequestrati sesterzi e vasellame etrusco

REDAZIONE
Don Bosco, nascondevano droga e reperti archeologici: fermati due romani
Don Bosco, nascondevano droga e reperti archeologici: fermati due romani
Refurtiva alquanto singolare quella recuperata nell'appartamento di due uomini romani, di 33 e 36 anni: i due, dopo essere stati fermati per un controllo (effettuato da alcuni agenti di Polizia) nel quartiere di Don Bosco, in zona Cinecittà, sono stati trovati in possesso di alcune dosi di stupefacenti, nonché di un raccoglitore per monete, contenente alcuni autentici sesterzi risalenti all'epoca di Roma antica. Dopo aver appurato l'autenticità di tale oggettistica, è scattata un'indagine supplementare da parte delle Forze dell'ordine le quali, ispezionando le rispettive abitazioni dei due sospetti, ha rinvenuto complessivamente 10 grammi di cocaina ma, soprattutto, una consistente quantità di reperti di età etrusca e romana, tra i quali, oltre a numerose monete, vasellame e altri manufatti di varia natura.

Arresti domiciliari


Negli appartamenti dei due, inoltre, sono state recuperate (e sequestrate) una pianta di marijuana e un'attrezzatura "fatta in casa" per il confezionamento di dosi di stupefacenti, nonché gli strumenti necessari per la coltivazione di canapa indiana. Tuttavia, la vera sorpresa per gli agenti è stato proprio il rinvenimento, nel locale abitativo di uno dei due, dei numerosi oggetti antichi, per il possesso dei quali i due uomini sono stati denunciati a piede libero per il reato di ricettazione. Questo va ad aggiungersi all'accusa già lanciata su di loro per detenzione di stupefacenti. I due fermati, entrambi con precedenti penali, sono ora posti in stato di arresto domiciliare su ordinanza dell'Autorità giudiziaria.

Reprti e direttissima


Sono attualmente in corso le indagini per stabilire l'esatta provenienza dei reperti archeologici (la quale rimane tuttora dubbia), nonché la motivazione per cui si trovassero all'interno dell'appartamento di uno dei due fermati: i sesterzi erano accuratamente conservati all'interno di apposite cartelle. L'antico tesoro in loro possesso, è stato tuttavia prontamente posto sotto sequestro dalle Forze dell'ordine, mentre gli arrestati sono ora in attesa del rito per direttissima.

 

Foto: Casilinanews
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