MARTEDÌ 14 AGOSTO 2018, 12:51, IN TERRIS


VANDALISMO BLASFEMO

Croci capovolte al Divino Amore

Profanato il portale del santuario dell'Ardeatino con graffiti di rune e segni sacrileghi

REDAZIONE
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Uno dei graffiti
Uno dei graffiti
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l Divino Amore, luogo di culto più amato dai romani, è stato oggetto di vandalismo. La brutta scoperta è stata fatta questa mattina: sul portale d'ingresso del santuario sono stati ritrovati dei graffiti disegnati con una bomboletta spray di colore grigio. E' stata scritta più volte la sigla "Rir" in maiuscolo, sono comparse poi rune, generalmente utilizzate per l'invocazione di spiriti della natura, e croci capovolte. La natura di questi graffiti non fa escludere che si possa trattare di vandalismo riconducibile all'ambito satanista. Gli autori hanno realizzato anche croci capovolte sul volto di Papa Francesco.


Episodi simili nei vicini Castelli

Recentemente, nell'area dei Castelli Romani, non lontana dal quartiere Ardeatino dove sorge il santuario, si sono verificati numerosi episodi di vandalismo blasfemo, con crocifissi divelti, statue distrutte e portali delle chiese danneggiati.


Il Divino Amore, luogo di culto caro ai romani

Il santuario dell'Ardeatino è la meta di pellegrinaggio più cara ai romani. La Madonna del Divino Amore è la protettrice di Roma e viene festeggiata il lunedì di Pentecoste. La devozione ha origine nel 1740, quaando un pellegrino smarrì la strada nei pressi di Castel di Leva e venne aggredito da un branco di cani. In quel momento, volgendo lo sguardo verso la torre di un vicino castello, notò un'immagine della Madonna con Gesù Bambino. Pregando, chiese alla Vergine di salvarlo. La storia vuole che il branco di cani si fermò improvvisamente e se ne andò. L'episodio miracolistico portò all'erezione di una chiesa sul luogo. Il santuario rinasce dal declino dopo la Seconda Guerra Mondiale durante cui era stato fatto un voto dalla popolazione alla Madonna: i romani, in preghiera davanti all'icona di Castel di Leva portata nella chiesa di San Lorenzo in Lucina per paura dei bombardamenti, promettono la costruzione di un nuovo santuario a Lei dedicato se la città fosse stata risparmiata dalla distruzione. Dopo la Liberazione, il pontefice Pio XII celebrò una messa di ringraziamento proclamando la Madonna del Divino Amore "protettrice dell'Urbe". A don Umberto Terenzi, fondatore degli Oblati "Figli della Madonna del Divino Amore" e della Congregazione delle Figlie della Madonna del Divino Amore, si deve l'iniziativa della rinascita post-bellica del santuario che era diventato parrocchia nel 1932.  San Giovanni Paolo II, che visitò il santuario più di una volta, nel 1999 consacrò la nuova struttura sciogliendo così il voto fatto a Maria durante la guerra.

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