Caso Muraro, Pd all’attacco: rissa sfiorata in Aula Giulio Cesare

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:30

Continua a tenere banco in Campidoglio la polemica legata alle dimissioni dell’assessora all’Ambiente, Paola Muraro. All’apertura dell’ultima dell’Assemblea Capitolina si è sfiorata la rissa tra i consiglieri del Pd e quelli del Movimento 5 Stelle.

La lite è iniziata quando i dem hanno chiesto chiarimenti sul passo indietro della Muraro e sulle ripercussioni su Ama, ma il presidente Marcello De Vito li ha ritenuti inammissibili. Quindi, dai banchi del Pd sono stati esposti dei cartelli di protesta con su scritto “di notte fa i video, di giorno dorme. Raggi in Aula“. Poco dopo il consigliere dem Orlando Corsetti si è avvicinato alla presidenza per poi avventarsi sotto i banchi del M5S protestando animatamente contro un collega pentastellato che avrebbe invitato a cacciarlo. Una lite che ha acceso gli animi di alcuni membri dell’assemblea che per poco non è sfociata in rissa e che ha registrato un nuovo round quando il consigliere M5s Pietro Calabrese si è avvicinato alla presidenza protestando a sua volta per delle frasi “minacciose” che gli sarebbero state rivolte.

Una volta calmati gli animi si sono susseguiti gli interventi dei consiglieri Pd, che hanno battuto sempre sullo stesso tema. “Nel sito del Comune di Roma Muraro risulta ancora assessore. Cosa sta succedendo?” ha chiesto la capogruppo Michela Di Biase. De Vito le ha risposto, definendo inammissibile il richiamo: “Nel caso di specie non c’è stata né revoca, né sostituzione ma solo dimissioni accettate. Qualora ci sarà sostituzione la sindaca verrà a riferire”. Tuttavia per Orlando Corsetti “è fin troppo chiaro che quello che sta succedendo sta gettando nel panico Ama e la città”.

Sul punto è intervenuto anche Maurizio Gasparri, sentito dall’Ansa. “La vicenda Muraro mette allo scoperto l’infima qualità morale del mondo grillino che ha conquistato solo per demerito di tutti i partiti il governo della Capitale – ha attaccato -. Muraro era già segnalata da parlamentari del Pd e dei 5 Stelle, è assurta alla gestione di un sistema che ben aveva conosciuto e frequentato”

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