Casa ai rom: Casapound e residenti in strada

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:28

Aun mese da quanto accaduto a Torre Maura, i quartieri popolari di Roma tornano a protestare per l'assegnazione di abitazioni a famiglie rom: stavolta succede a Casal Bruciato, dove in realtà era già successo (in Via Facchinetti). La veemente protesta si è ora spostata in Via Satta, dove residenti ed esponenti di gruppi di estrema destra, Casapound in testa, sono scesi in strada al civico 20, per manifestare contro l'arrivo del gruppo di persone (14 in tutto) provenienti dal campo rom di La Barbuta, assegnatari di un appartamento: si tratta di un 40enne di origine bosniaco, padre di ben 12 figli che, al momento, si trovrerebbero barricati in casa, avendo ricevuto perfino la minaccia di essere colpiti da una bomba.

Casapound in piazza

L'appartamento, in realtà, era stato assegnato in mattinata senza che i residenti dessero luogo a proteste o rimostranze. Nel primo pomeriggio, però, la situazione è diventata via via più tesa, con i militanti di Casapound a fomentare la manifestazione di dissenso e lanciando, attraverso il gruppo del VI Municipio, un messaggio via Facebook, nel quale viene ricordato non solo quanto sta accadendo in Via Satta ma anche la precedente protesta guidata dall'estrema destra nel quartiere di Casal Bruciato: “Un altro alloggio comunale – si legge nel post – è stato assegnato ad una famiglia rom proveniente dal campo “la Barbuta” a meno di un mese dal nostro ultimo intervento nel quartiere”. La stessa Casapound ha annunciato un sit-in per la giornata di domani. Sul posto sono arrivati Polizia e carabinieri, oltre agli agenti della Polizia Locale di Roma Capitale, per monitorare l'evolversi della situazione.

Ghera: “Dubbi sulle assegnazioni”

Nel frattempo, a tracciare un quadro della situazione è stato Fabrizio Ghera, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Regione Lazio: “Da quanto ci risulta in zona Casal Bruciato, via Satta , l'amministrazione 5 Stelle avrebbe assegnato un nuovo alloggio popolare a una famiglia rom. Si tratterebbe di 14 persone, provenienti dal campo La Barbuta, che andrebbero ad abitare tutti insieme nello stesso appartamento. Sempre in queste ore analoga situazione è accaduta in via Schopenhauer n.66 dove un'altra famiglia rom ha ottenuto una casa popolare, e stranamente con una domanda fatta nel 2018: se ciò risultasse vero significa che avrebbe saltato le graduatorie”.

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