Al “Viscontino” arriva il “5 politico”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:53

Il “Viscontino” è l'istituto del centro storico di Roma che comprende le scuole medie ed elementari ed è legato all'”Ennio Quirino Visconti”, famoso liceo classico di piazza del Collegio Romano.

La circolare

La preside Rossana Piera Guglielmi dell'istituto che si compone di cinque sedi ha diffuso nei giorni scorsi una circolare in cui si chiede agli insegnanti di non mettere in pagella voti inferiori al “5”, almeno del primo quadrimestre. La dirigente ha difeso la sua decisione, sostenendo che “Troppi studenti abbandonano la scuola per un 4 in pagella”. Viene introdotto, dunque, una sorta di “5 politico” che, secondo la preside, dovrebbe servire ad incoraggiare i ragazzi e le ragazze a non demoralizzarsi.

Decisione non condivisa?

La decisione, a quanto fa sapere “Repubblica”, sembrerebbe non essere stata condivisa da tutti e sarebbe arrivata al termine di un collegio docenti non privo di discussioni. La paura è che, per non scoraggiare gli studenti, si finisca però per penalizzare i criteri meritocratici. Questa valutazione è riservata, però, agli alunni delle classi prime, come viene specificato nella circolare. Il provvedimento sembra destinato a far discutere. 

La scuola

Rossana Piera Guglielmi è in carica dal 2013 ed è impegnata da anni ad impedire lo spopolamento della scuola alle prese anche con problemi di incuria, specialmente al terzo piano e per la cui risoluzione è stato più volte chiesto l'intervento delle istituzioni. In particolare, la sede di via IV Novembre ospitata nell'ex Palazzo Ceva risalente al 1784. Il “Progetto Bellezza” ha stanziato lo scorso anno 210 mila euro per i lavori di ristrutturazione dello storico edificio frequentato dagli studenti iscritti. In un'intervista concessa al “Corriere della Sera” tre anni fa, la preside aveva spiegato: “La verità è che vogliono mandarci via da qui, ci provano da anni, ma devono portarmi via in catene per riuscirci”. La scelta del “5 politico”, secondo la dirigente, deve essere letta proprio come tentativo di invogliare gli studenti a non abbandonare la scuola.

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