Agguato al Parco degli Acquedotti, ucciso l'ultras Diabolik

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:18

Un omicidio con modalità di esecuzione al Parco degli Acquedotti, a Roma, dove è stato ritrovato il corpo del 53enne Fabrizio Piscitelli, meglio conosciuto nell'ambiente ultras come “Diabolik”, a lungo militante della Curva Nord dell'Olimpico, quella della Lazio, come capo degli Irriducibili. Un solo colpo, esploso alla nuca, in via Lemonia 273, poco distante dall'abitazione di Piscitelli, noto alle Forze dell'ordine per alcuni precedenti per droga. Secondo quanto appurato dalle prime ricostruzioni, Diabolik sarebbe stato ucciso mentre sedeva su una panchina del Parco degli Acquedotti con un unico colpo sparato da distanza ravvicinata. L'omicidio è avvenuto attorno alle 18.50 e a dare l'allarme sarebbe stato un passante: sembra che a sparare sia stato un uomo in tenuta da jogging, il quale si sarebbe avvicinato in silenzio alle sue spalle per poi esplodere il colpo mortale e dileguarsi.

L'assassinio

Sull'omicidio, oltre agli agenti della Squadra Mobile, sta indagando la Direzione distrettuale antimafia di Roma, con il procuratore Michele Prestipino che ha già aperto un fascicolo momentaneamente a carico di ignoti. Sul luogo del delitto si è in breve concentrato un assembramento di persone, fra le quali i familiari di Piscitelli, mentre la zona veniva transennata per permettere i primi rilevamenti da parte della Polizia. Quasi nessun dubbio sulle modalità di esecuzione, mentre il movente resta per il momento un'incognita: qualche settimana fa, in seguito all'esplosione avvenuta nei pressi della sede degli Irriducibili di Via Amulio, l'uomo aveva commmentato in modo estremamente chiaro, sostenendo che il movente di quell'attacco fosse politico. Al vaglio degli inquirenti, a ogni modo, vi sarebbero diverse piste, come quella che porta al traffico di stupefacenti: Piscitelli era infatti stato condannato nel 2015 a quattro anni e otto mesi per aver importato un grosso quantitativo di hashish. L'arresto era avvenuto due anni prima, in un appartamento di Casalotti dove l'uomo aveva trovatro rifuio

Sempre nel 2015, assieme ad altri capi ultras, Piscitelli aveva ricevuto una condanna per il fallito tentativo di arrivare ai vertici della Lazio, arrivando a esercitare pressioni intimidatorie sul presidente Claudio Lotito affinché accettasse la presunta proposta d'acquisto avanzata da una società ungherese.

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