MERCOLEDÌ 01 LUGLIO 2015, 12:44, IN TERRIS

VIETNAM: E' STATO RILASCIATO L'ATTIVISTA CATTOLICO CHE SI BATTE PER LA LIBERTA' RELIGIOSA

L'uomo sarebbe stato accusato di frode fiscale, accusa bollata dai governi internazionali come "politicamente motivata"

AUTORE OSPITE
VIETNAM: E' STATO RILASCIATO L'ATTIVISTA CATTOLICO CHE SI BATTE PER LA LIBERTA' RELIGIOSA
VIETNAM: E' STATO RILASCIATO L'ATTIVISTA CATTOLICO CHE SI BATTE PER LA LIBERTA' RELIGIOSA
È stato accolto con gioia dalla comunità cattolica vietnamita e dai media internazionali, il rilascio, avvenuto il 26 giugno scorso per fine pena, del militante per i diritti umani e avvocato cattolico Le Quoc Quan, condannato nel 2013 per frode fiscale. Le associazioni per i diritti umani e i governi internazionali hanno bollato come “politicamente motivata” la pena inflitta al 45enne attivista cattolico. In passato egli ha combattuto a più riprese per la democrazia e i diritti dell’uomo nel Paese asiatico, a cui si aggiunge la sua battaglia contro la politica “imperialista” di Pechino nel mar Cinese meridionale.

Prima del processo nel 2012, a difesa del dissidente, che aveva digiunato e pregato a lungo in vista del primo grado, sono scesi in campo Ong internazionali, attivisti cattolici e rappresentanti delle principali religioni in Vietnam. Le Quoc Quan è uscito però dopo aver scontato per intero i termini della pena. Già in questi primi giorni di libertà, ha rilasciato diverse interviste ad agenzie internazionali e media locali impegnati nella difesa dei diritti umani. A tutti gli interlocutori che si sono succeduti, egli ha voluto ribadire che il suo arresto, l’accusa di frode fiscale e la condanna sono prive di fondamento e ingiustificate. Egli ha aggiunto che il carcere “non mi ha fatto cambiare idea” e che i suoi ideali “restano sempre gli stessi”.

L’avvocato e attivista cattolico ha voluto precisare che non lascerà il Paese, ma resterà in Vietnam, sua patria e terra in cui vive con la sua famiglia. Egli ha infine ricordato gli ultimi giorni di prigionia, in cui ha promosso uno sciopero della fame contro i maltrattamenti subiti in cella, e assicura di continuare la battaglia per poter tornare a esercitare la professione legale.

La vicenda di Le Quoc Quan, come quella di decine di altri blogger e attivisti in prigione, testimonia il pugno di ferro usato ormai da tempo dai vertici comunisti di Hanoi contro il dissenso interno. Nel mirino delle autorità, anche leader religiosi, fra cui buddisti e cattolici, o intere comunità come successo lo scorso anno nella diocesi di Vinh, dove media e governo hanno promosso una campagna diffamatoria e attacchi mirati contro vescovo e fedeli. La repressione colpisce anche singoli individui, colpevoli di rivendicare il diritto alla libertà religiosa e al rispetto dei diritti civili dei cittadini.
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