MERCOLEDÌ 03 FEBBRAIO 2016, 12:12, IN TERRIS

UDIENZA IN PIAZZA, BERGOGLIO: "LA MISERICORDIA DI DIO PORTA A COMPIMENTO LA VERA GIUSTIZIA"

Il Papa ha poi salutato e ringraziato gli artisti dell’American Circus che si sono esibiti in Piazza San Pietro, i fedeli pellegrini giunti in piazza tra cui gli allestitori del presepe di Trento, i giovani, i malati e gli sposi novelli

MILENA CASTIGLI
UDIENZA IN PIAZZA, BERGOGLIO:
UDIENZA IN PIAZZA, BERGOGLIO: "LA MISERICORDIA DI DIO PORTA A COMPIMENTO LA VERA GIUSTIZIA"
Papa Francesco ha dedicato l’odierna udienza generale in Piazza San Pietro al tema giubilare della misericordia, valore intrinsecamente legato a quello della giustizia. Poiché, rivela, “è proprio la misericordia di Dio che porta a compimento la vera giustizia”. Ma di quale giustizia parla Gesù? Non quella “umana” dei “Proverbi” perché “Si tratta di una giustizia retributiva, che infligge una pena al colpevole, secondo il principio che a ciascuno deve essere dato ciò che gli è dovuto”. Questa strada però non può portare ancora alla vera giustizia perché “in realtà non vince il male, ma semplicemente lo argina. È invece solo rispondendo ad esso con il bene che il male può essere veramente vinto”.

Un altro modo per fare giustizia citato dalla Bibbia è quello di saltare il tribunale e rivolgersi direttamente al colpevole facendogli comprendere il male commesso. Persuaderlo perciò al pentimento e alla conversione senza l’uso della forza, ma con le parole. “È questo il modo di risolvere i contrasti all’interno delle famiglie – spiega Bergoglio - nelle relazioni tra sposi o tra genitori e figli, dove l’offeso ama il colpevole e desidera salvare la relazione che lo lega all’altro”.

Un cammino che il Pontefice riconosce “difficile” perché richiede che chi abbia subìto il torto sia pronto a perdonare e desideri la salvezza e il bene di chi lo ha offeso. È qui che c’entra la misericordia come perdono dell’altro: “solo così la giustizia può trionfare, perché, se il colpevole riconosce il male fatto e smette di farlo, ecco che il male non c’è più, e colui che era ingiusto diventa giusto”.

È così che Dio agisce nei confronti dei peccatori: “Il Signore continuamente ci offre il suo perdono … perché Dio non vuole la nostra condanna, ma la nostra salvezza”. A braccio ha anche aggiunto: “Dio non vuole la condanna di nessuno, di nessuno! Qualcuno di voi potrà farmi la domanda: ‘Ma Padre, la condanna di Pilato se la meritava? Dio la voleva?’ – ‘No! Dio voleva salvare Pilato e anche Giuda, tutti! Lui il Signore della misericordia vuole salvare tutti!’”.

Il cuore di Padre va al di là del “nostro piccolo concetto di giustizia” per aprirci agli orizzonti sconfinati della sua misericordia, ma il problema ancestrale dell’uomo è lasciarlo entrare nei nostri cuori. Il confessionale è il luogo privilegiato dell’incontro con la misericordia di Dio e dunque della sua giustizia. Salutando i pellegrini delle altre lingue, il Papa ha così sintetizzato la sua catechesi: “La giustizia di Dio è il suo perdono”, dobbiamo “aprire il nostro cuore all’esperienza dell’infinita misericordia di Dio, che non si stanca mai di perdonarci, perché possiamo cercare la riconciliazione con tutti coloro che ci circondano, a partire dai nostri familiari”.

Il Papa ha poi salutato e ringraziato gli artisti dell’American Circus che si sono esibiti in Piazza San Pietro, i fedeli pellegrini giunti in piazza tra cui gli allestitori del presepe di Trento, i giovani, i malati e gli sposi novelli: “Oggi ricordiamo San Biagio, martire dell’Armenia. Questo santo vescovo ci ricorda l’impegno di annunciare il Vangelo anche in condizioni difficili. Cari giovani, diventate coraggiosi testimoni della vostra fede; cari ammalati, offrite la vostra croce quotidiana per la conversione dei lontani alla luce di Cristo; e voi, cari sposi novelli, siate annunciatori del suo amore a partire dalla vostra famiglia”.
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