GIOVEDÌ 04 GIUGNO 2015, 005:30, IN TERRIS

THAILANDIA: CONCLUSO IL CONCILIO PLENARIO DELLA CHIESA CATTOLICA

P. Peter Watchasin: "Ci siamo interrogati su come poter essere discepoli di Cristo oggi e su le nuove vie per proclamare la Buona Novella"

REDAZIONE
THAILANDIA: CONCLUSO IL CONCILIO PLENARIO DELLA CHIESA CATTOLICA
THAILANDIA: CONCLUSO IL CONCILIO PLENARIO DELLA CHIESA CATTOLICA
Nel 2015 la Conferenza episcopale della Thailandia ha dichiarato un "Anno Santo", celebrando due eventi storici per l'intera comunità locale: i 350 anni del Sinodo di Ayuthaya, antica capitale del paese, nell'allora regno del Siam, dove i missionari francesi hanno gettato le basi della moderna Chiesa cattolica. Il secondo, invece, è il 50mo anniversario dell'elevazione di Bangkok da "vicariato apostolico del Siam" al grado di "diocesi", il 18 dicembre 1965, per decisione dell'allora pontefice Paolo VI. L'anno giubilare si è aperto il 6 dicembre del 2014, con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dall'arcivescovo di Bangkok, il neo cardinale Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij. Momento centrale dell’anno è stato il Concilio plenario tra aprile e maggio, sul tema “I discepoli di Cristo vivono la nuova evangelizzazione”.

"Il Concilio plenario della Chiesa cattolica in Thilandia, appena conclusosi a Bangkok, è stato un momento importante per fare memoria del passato, delle nostre radici, e per guardare al futuro: i cattolici cercano nuove strade per incarnare il Vangelo nel paese e viverlo nella società, nell’economia, nella politica, per contribuire al bene comune della nazione” - sono le parole di p. Peter Watchasin, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Thailandia, che così ha continuato - Un secondo sinodo, dopo quello di 350 anni fa. E’ stato un momento fecondo di riflessione, dialogo e confronto tra tutte le componenti della comunità cattolica. Ci siamo interrogati su come poter essere discepoli di Cristo oggi in Thailandia e su quali sono le nuove vie per proclamare la Buona Novella di Cristo. Ora si attende il documento finale, che è in fase di redazione. Nella prima parte si descrive la situazione della nazione, nella seconda si indicano le vie per l’azione pastorale della Chiesa”.  Il paese, racconta infine il sacerdote, è sotto un governo militare, di cui i generali hanno promesso nuove elezioni, e la popolazione desidera tornare alla democrazia, e se non avverrà potrebbero esserci conflitti.
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