MARTEDÌ 14 MAGGIO 2019, 12:42, IN TERRIS


ROMA

Stabile occupato, Il cardinal Parolin difende l'elemosiniere del Papa

Il segretario di Stato Vaticano: "Bisogna capire il senso di questo gesto"

CAROLINA GARCIA
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Il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin
Il segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin
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o visto che ci sono state tante interpretazioni e tante polemiche. Personalmente credo che lo sforzo dovrebbe essere quello di capire il senso di questo gesto, che è attirare l'attenzione di tutti su un problema reale, che coinvolge persone, bambini, anziani". Sono queste le parole che il segretario di Stato Vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha utilizzato per commentare il gesto dell'elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, che ha fatto rimuovere i sigilli ai contatori della corrente elettrica a Spin Time, ex sede dell'Inpdad in via di Santa croce in Gerusalemme a Roma, abbandonata e poi occupata nel 2013 e dove vivono circa 450 persone, di cui 100 sono minori. Nello stabile la corrente elettrica era staccata il 6 maggio scorso, a fronte di un debito accumulato che si aggirerebbe intorno ai 300 mila euro. 


Guardare la positività e la buona intenzione

Il segretario di Stato Vaticano ha affrontato l'argomento a margine di un convegno all'Università Cattolica di Milano. "Attirare l'attenzione di tutti su un problema reale, che coinvolge persone, bambini, anziani e cercare insieme di risolverlo e mi pare che questo è già avvenuto in un certo senso, nel senso che anche le istituzioni si sono attivate - ha concluso il cardinal Parolin -. Sottolinerei questa positività e questa buona intenzione". 


Don Rizzolo: "Chiesa fa quello che lo Stato dovrebbe fare e non fa"

A sostegno del gesto compiuto del cardinale Krajewski anche il direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Rizzolo. "L'elemosiniere del Papa ha agito direttamente perché a livello istituzionale non sono arrivate risposte. Prima vengono le persone, poi a livello normativo le cose si possono aggiustare - ha dichiarato parlando ai microfoni de "L'Italia s'è desta" su Radio Cusano Campus, emittente dell'Università Niccolò Cusano -. La Chiesa fa anche quello che dovrebbe fare lo Stato e in realtà non fa, ad esempio per quanto riguarda l'emergenza abitativa. E' molto più facile fare il critico che mettersi a fare qualcosa. Il critico fa le pulci a ogni cosa, però lui non è in grado di fare nulla né di agire, è un modo di difendere se stesso". Il direttore di Famiglia Cristiana ha spiegato che ora bisogna trovare il modo di ripristinare la legalità, ma che ciò non vuol dire semplicemente pagare le bollette arretrate, ma risolvere l'emergenza abitativa della Capitale. "Sono anni che gli inquilini chiedono di poter vedersi assegnata la possibilità di abitare in quello stabile, regolarizzandosi e pagando le utenze - ha concluso don Rizzolo - Il discorso politico è una conseguenza logica, ma non è la motivazione per cui il cardinale ha agito, la motivazione dell'azione era aiutare le persone". 

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