Parolin e gli abusi sui minori: “Fenomeni di gravità sconvolgente”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:30

Il Segretario di Stato vaticano cardinale Pietro Parolin è intervenuto all'apertura del congresso mondiale sulla “Dignità del minore nel mondo digitale” che si svolge fino a venerdì 6 ottobre presso l'Università Gregoriana.

Il caso Capella

“La maggioranza di voi, che lavora da lungo tempo in questo campo, è ben consapevole che gli abusi sessuali nei confronti di minori costituiscono un fenomeno immensamente vasto e diffuso. In questi ultimi decenni, tale drammatica realtà è venuta prepotentemente alla ribalta nella Chiesa Cattolica e sono emersi fatti molto gravi” ha ammesso il porporato, che a margine dell'incontro ha commentato il caso del diplomatico della S. Sede, mons. Carlo Capella, richiamato a Roma da Washington dove era consigliere di Nunziatura, dopo l'apertura di un'inchiesta per pedoponografia che ha visto anche le autorità canadesi chiederne l'arresto. E' “una vicenda dolorissima” ha detto il Segretario di Stato. E' una “pena molto grande per tutti coloro che sono coinvolti. Stiamo trattando il caso con il massimo impegno, massima attenzione e massima serietà”. Il Segretario di Stato ha anche sottolineato che la vicenda va trattata con il “riserbo necessario a proteggere le indagini e con ciò la verità e la giustizia”. “Prematuro” anche parlare dei tempi dell'inchiesta.

Le vittime

Nel suo intervento il cardinale ha ammesso anche che “si è andati progressivamente prendendo coscienza dei danni subiti dalle vittime, della loro sofferenza e della necessità di ascoltarle per poi operare in molte direzioni diverse, con una vasta gamma di interventi che vanno messi in atto per sanare le ferite, ristabilire la giustizia, prevenire i delitti, formare gli educatori e le persone che trattano con i minori, nella prospettiva di diffondere e consolidare una nuova cultura della protezione dei minori – un vero safeguarding – che garantisca efficacemente la loro crescita in ambienti sani e sicuri. E’ questo un impegno che richiede profonda attenzione umana, competenza e costanza, ma l’esperienza ci dice che là dove tale impegno è coerente e continuo, i frutti che ne risultano sono positivi e incoraggianti”.

Lo sforzo della Chiesa

Parolin ha sottolineato “Lo sforzo che la Chiesa ha intrapreso” anche “quando la società in generale non ha ancora sviluppato la dovuta sensibilità”. Ma tale impegno “deve continuare, allargarsi e approfondirsi, con chiarezza e fermezza, perché la dignità e i diritti dei minori siano protetti e difesi con molta più attenzione ed efficacia di quanto non si sia fatto nel passato”. In un mondo digitale in cui le nuove tecnologie sono onnipresenti “ora, ci rendiamo conto con sempre maggiore evidenza che la piaga delle offese alla dignità dei minori, come molti altri problemi drammatici del mondo odierno, transita e alligna continuamente nelle nuove dimensioni del mondo digitale, si aggira e si installa nei suoi meandri e nei suoi strati nascosti e profondi. Il mondo digitale non è un’area separata del mondo: è una dimensione del nostro unico mondo reale e i minori che crescono in esso sono esposti a nuovi rischi, oppure a rischi antichi ma che si esprimono in modi nuovi, e la cultura della protezione dei minori che noi vogliamo diffondere deve essere all’altezza dei problemi di oggi”.

Dialogo costruttivo

Citando alcuni dei numerosi richiami del Papa, il card. Parolin ha sottolineato che in tutte le situazioni a rischio “la realtà orribile dell’abuso sessuale è praticamente sempre presente, come aspetto comune e conseguenza di una violenza multiforme e diffusa, dimentica di ogni rispetto non solo del corpo, ma ancor più dell’anima, della sensibilità profonda e della dignità di ogni bambino, di ogni giovane a qualunque popolo appartenga”. “I fenomeni che osserviamo – ha proseguito il Segretario di Stato – arrivano a livelli di gravità sconvolgente, la loro dimensione e la velocità della loro diffusione superano la nostra stessa immaginazione. E qui viene la seconda ragione del mio apprezzamento, che riguarda il metodo con cui questo Congresso vuole procedere: chiamare a raccolta i rappresentanti dei vari campi della ricerca scientifica e dell’impegno operativo attinenti alla protezione dei minori, i rappresentanti delle imprese protagoniste degli sviluppi tecnologici e comunicativi caratteristici del mondo digitale, i responsabili del bene comune della società umana, legislatori, politici, forze dell’ordine chiamate a contrastare crimini e abusi, leaders religiosi e delle organizzazioni della società civile impegnate a favore dei minori”. L'obiettivo dichiarato è un dialogo costruttivo tra i vari attori impegnati in questa causa per “sforzarci di riprendere il controllo dello sviluppo del mondo digitale, perché sia al servizio della dignità dei minori e quindi dell’intera umanità di domani”.

Il ruolo della famiglia

Il cardinale ha anche messo in guardia dallo sviluppo squilibrato di alcuni Paesi in cui i giovani sono maggiormente a rischio anche su questo fronte. “Anche di questi bambini noi siamo responsabili, e le imprese che promuovono e spingono lo sviluppo del mondo digitale ne sono anch’esse responsabili”. Poi ha sottolineato il ruolo fondamentale della famiglia e della scuola “nel garantire ai minori quella sana educazione che è parte essenziale della protezione e della promozione della dignità dei minori. Ciò continua a valere e bisogna fare ogni sforzo perché genitori ed educatori siano sempre più in grado di svolgere il loro compito anche di fronte ai rischi e alle sfide del mondo digitale”. Tuttavia “nel contesto odierno la loro capacità di incidere sulla formazione delle nuove generazioni è proporzionalmente assai minore che in passato e sovente viene vanificata e sorpassata dall’onda continua dei messaggi e delle immagini che giungono fino ai più piccoli attraverso le innumerevoli vie aperte dai nuovi media. Anche per questo la responsabilità verso le nuove generazioni dev’essere ampiamente condivisa da tutte le componenti sociali”.

Un sacrilegio

“Disprezzare l’infanzia e abusare dei bambini – ha concluso Parolin – è dunque per i cristiani non solo un crimine, ma anche – come ha affermato Papa Francesco – un sacrilegio, cioè una profanazione di ciò che è sacro, la presenza di Dio in ogni essere umano. Le dinamiche che guidano lo sviluppo tecnico ed economico del mondo sembrano inarrestabili, e come sappiamo sono perlopiù guidate e spinte da interessi economici e anche politici potentissimi, da cui però non dobbiamo lasciarci dominare. La forza del desiderio sessuale che alberga nel profondo della mente e del cuore umano è meravigliosa e grande, spinge in avanti il cammino dell’umanità, ma può anche venire corrotta e pervertita, così da diventare fonte di sofferenze e di abusi indicibili: va quindi valorizzata e orientata”.

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