MARTEDÌ 20 SETTEMBRE 2016, 15:57, IN TERRIS

PAROLIN ALL'ONU: "I GOVERNI SI IMPEGNINO A INTERVENIRE SULLE CAUSE DEI FLUSSI MIGRATORI"

Il Segretario di Stato della Santa Sede ha chiesto di non abbandonare chi ha trovato rifugio nei campi profughi

AUTORE OSPITE
PAROLIN ALL'ONU:
PAROLIN ALL'ONU: "I GOVERNI SI IMPEGNINO A INTERVENIRE SULLE CAUSE DEI FLUSSI MIGRATORI"
Durante i lavori del summit sui migranti, in corso in questi giorni al Palazzo di Vetro di new York, anche il Segretario di Stato, mons. Parolin, è intervenuto sulla questione. "Identificare e agire sulle cause che spingono milioni di persone a lasciare le loro case", e un rinnovato e comune impegno "da parte di governi e comunità internazionale" per giungere alla fine completa di ogni "conflitto, odio e violenza, e i perseguire pace e riconciliazione". Questa la strada per affrontare efficacemente e risolvere la situazione dei migranti, indicata da Parolin nel suo intervento. Il porporato ha ribadito la convinzione di papa Francesco, che le questioni vadano affrontate attraverso la "diplomazia e il dialogo", ha ricordato la situazione dei cristiani vittime di "persecuzione religiosa" e chiesto di "non abbandonare" quelli di loro che hanno trovato rifugio nei campi profughi.

Il cardinale, in accordo con il segretario dell’Onu, che ha elencato tra le cause del movimento migratorio "conflitto, violenza, persecuzione, repressione politica e serie violazioni dei diritti umani", ha ribadito la richiesta di "limitare fortemente e controllare la fabbricazione e la vendita di armi", poichè la "proliferazione di ogni tipo di armi aggrava le situazioni di conflitto e ha costi umani e materiali altissimi, provocando ampi movimenti di rifugiati e migranti, e minando profondamente lo sviluppo e la ricerca di una pace duratura".

Affrontare la questione migratoria, ha detto il segretario di Stato del Papa, richiede "forza e volontà politica". Concludendo, Parolin ha ricordato il problema, cui Bergoglio è particolarmente sensibile, di quanti sono costretti a migrare per povertà e mancanza di cibo e non per motivi politici: non avendo lo status di rifugiati costoro non hanno «alcun tipo di protezione legale, ma soffrono molto e sono più vulnerabili da parte di trafficanti di esseri umani, e diventano vittime di varie forme di schiavitù. Per tutto questo, il cardinale Parolin ha sollecitato una azione efficace contro le «cause strutturali» dei vasti fenomeni migratori del nostro mondo, invitando anche alla protezione dell’ambiente, alla occupazione, all’accesso alla educazione e alla protezione della famiglia.
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