Papa Francesco artigiano di pace e di riconciliazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:29

Passaggi storici” come l’incontro di Papa Francesco col Patriarca Kirill di Mosca a Cuba, l’accordo con la Cina continentale, il Documento sulla fraternità umana di Abu Dhabi “non possono essere compresi con la logica del ‘tutto e subito’, ma secondo il criterio evangelico del seme, che nel nascondimento germoglia e cresce, anche se per portare frutto prima deve marcire nella terra per poter alimentare la pianta”. Lo ha detto ripreso da Sir il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nel convegno per gli 800 anni del pellegrinaggio di pace di san Francesco in Terra Santa, in corso a Gerusalemme.

Il Papa e il Sultano

Intervenendo sull’attualizzazione del “significato dell’incontro tra san Francesco e il Sultano Al Malik Al Kamil nel magistero e nei gesti di Papa Francesco”, il Prefetto ha evidenziato “lo stesso stile dell’andare verso l’altro facendosi piccolo, senza per questo diminuire la propria autorevolezza: tali passi – ha spiegato – non ignorano né cancellano le sofferenze e le fatiche, talora i martiri, del passato e del presente”. Papa Francesco, ha aggiunto, “incontra non per svendere Cristo, ma essere più profondamente suo: se io appartengo a Lui, posso davvero aver paura che l’altro con la sua diversità possa strapparmi a Lui? Il vero problema è che spesso ci si ferma a discutere e a ragionare su quanto egli avrebbe fatto o avrebbe detto, ma rimanendo soltanto spettatori, rimanendo quindi impediti nel porsi alla sequela”. Una “logica del seme” che in Terra Santa “non ci chiede di scoprire e preservare le pietre dei santuari, né di trasformare l’opera della carità secondo lo stile di una pur rispettabile organizzazione di aiuto umanitario”. La Terra Santa, ha concluso il prefetto, “ci chiede di vivere la vocazione di essere e restare qui per continuare ad annunciare lo scandalo dell’Incarnazione, lo stesso che rapì Francesco di Assisi, e che porta Papa Francesco a continuare ad essere artigiano di pace e di riconciliazione”.

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