OMELIA DI PENTECOSTE: “EGOISMO E LEGALISMO, COSI’ CI CHIUDIAMO ALLO SPIRITO”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:48

“La chiusura allo Spirito Santo è non soltanto mancanza di libertà, ma anche peccato. Ci sono tanti modi di chiudersi allo Spirito Santo: nell’egoismo del proprio vantaggio, nel legalismo rigido, come l’atteggiamento dei dottori della legge che Gesù chiama ipocriti, nella mancanza di memoria per ciò che Gesà ha insegnato, nel vivere la vita cristiana non come servizio ma come interesse personale, e così via”. E’ stata la riflessione di Papa Francesco durante l’omelia di Pentecoste. “Il mondo -ha spiegato – ha bisogno di uomini e donne non chiusi, ma ricolmi di Spirito Santo”. Il Pontefice ha ricordato il passo degli Atti degli Apostoli dedicato alla Pentecoste: “Tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue. Insieme con loro c’era Maria, la Madre di Gesù, prima discepola, Madre della Chiesa nascente. Con la sua pace, con il suo sorriso, con la sua maternità accompagnava la gioia della giovane Sposa, la Chiesa di Gesù”.

Il Santo Padre ha sottolineato che lo Spirito Santo offrì alla Chiesa nascente “una nuova chiave di lettura” che rese forti i discepoli fino ad allora “incapaci di sopportare lo scandalo della passione del loro Maestro”. Così “questi uomini, dapprima impauriti e bloccati, chiusi nel cenacolo per evitare le ripercussioni del Venerdì Santo, non si vergogneranno più di essere discepoli del Cristo, non tremeranno più davanti ai tribunali umani”. Infatti, “grazie allo Spirito Santo di cui sono ricolmi, essi comprendono tutta la verità, cioè che la morte di Gesù non è la sua sconfitta, ma l’espressione estrema dell’Amore di Dio; Amore che nella Risurrezione vince la morte ed esalta Gesù come il Vivente, il Signore, il Redentore dell’uomo, della storia e del mondo”. “E questa realtà, di cui loro sono testimoni, diventa – ha concluso Francesco – la Buona Notizia da annunciare a tutti”.

Passaggio importante, nel corso dell’Omelia, anche sul rispetto del Creato. “Il dono dello Spirito Santo rinnova la terra” ha detto Bergoglio ricordando che per questo “il rispetto del Creato è un’esigenza della nostra fede: il giardino in cui viviamo non ci è affidato perché lo sfruttiamo, ma perché lo coltiviamo e lo custodiamo con rispetto”. Francesco ha citato in merito il Salmo 103 che dice: “Mandi il tuo spirito e rinnovi la terra”, rilevando che “il racconto degli Atti degli Apostoli sulla nascita della Chiesa trova una significativa corrispondenza in questo Salmo, che è una grande lode di Dio Creatore: lo Spirito Santo che Cristo ha mandato dal Padre, e lo Spirito Creatore che ha dato vita ad ogni cosa, sono uno e il medesimo”.

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