VENERDÌ 19 MAGGIO 2017, 12:05, IN TERRIS

Omelia a Santa Marta, il Papa: "La dottrina che diventa ideologia divide la Chiesa"

Il Pontefice: "Le difficoltà ci sono anche nella Chiesa, ma l’essere peccatori ci porta all'umiltà"

FABIO BERETTA
Omelia a Santa Marta, il Papa:
Omelia a Santa Marta, il Papa: "La dottrina che diventa ideologia divide la Chiesa"
"Quando la dottrina diviene ideologia, allora la Chiesa si divide. La vera dottrina unisce, invece l'ideologia divide". Sono le parole di Papa Francesco pronunciate nella tradizionale omelia, fatta a braccio, nella messa mattutina celebrata nella Casa Santa Marta, in Vaticano. Il Pontefice sviluppa la sua riflessione partendo dalle letture proposte dalla liturgia odierna, che raccontano il primo Concilio, quello di Gerusalemme che, intorno al 49 d.C., stabilì che i pagani convertiti al cristianesimo non necessitavano della circoncisione, come richiedeva la Legge di Mosè.

L'umiltà ci avvicina al Signore


Commentando gli Atti degli Apostoli, il Papa osserva come anche nella prima comunità cristiana esistevano "gelosie, lotte di potere", e anche "qualche furbetto che voleva guadagnare e comprare il potere". Fin dall'inizio della sua storia, dunque, la Chiesa ha avuto dei problemi: "siamo umani, siamo peccatori", spiega, e le difficoltà ci sono, "ma l’essere peccatori ci porta all'umiltà e ad avvicinarsi al Signore". Bergoglio ricorda poi che è lo Spirito Santo che "chiama a diventare cristiani".

Un dibattito "ispirato"


Nel brano proclamato, gli apostoli e gli anziani scelgono alcuni di loro per andare ad Antiochia, insieme a Paolo e Barnaba. Due sono i gruppi di persone descritti, sottolinea il Pontefice: chi faceva "discussioni forti" ma con "buono spirito", e "chi faceva confusione". Ecco il primo Concilio della storia, dove troviamo un "il gruppo degli apostoli che vogliono discutere il problema e gli altri che creano problemi, dividono la Chiesa, affermando che quello che predicano gli apostoli non è quello che Gesù ha detto, che non è la verità". Gli apostoli discutono tra loro e alla fine si mettono d’accordo, ma quello a cui giungono non è un compromesso politico, spiega Bergoglio, "è l’ispirazione dello Spirito Santo che li porta a dire: niente esigenze". Soltanto alcuni precetti, come "non mangiare la carne in quel tempo, o la carne sacrificata agli idoli perché era come fare comunione con gli idoli, astenersi dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime".

La libertà dello Spirito Santo


Il Papa evidenzia che è la “libertà dello Spirito” a mettere “d’accordo”. In questo modo i pagani possono entrare nella Chiesa “senza passare per la circoncisione”. Si è trattato in fondo di un "primo Concilio" riunito "per chiarire la dottrina". Col passare dei secoli si sono succeduti altri Concili, e questo perché "è un dovere della Chiesa chiarire la dottrina" affinché "si capisca bene quello che Gesù ha detto nei Vangeli, qual è lo Spirito dei Vangeli". Tuttavia, aggiunge Francesco, "sempre c’è stata gente che senza alcun incarico va a turbare la comunità cristiana con discorsi che sconvolgono le anime: 'Eh, no. Questo che ha detto quello è eretico, quello non si può dire, quello no, la dottrina della Chiesa è questa…”. Sono fanatici, secondo il Papa, di cose "che non sono chiare", come questi che andavano lì solo per seminare zizzania e dividere la comunità cristiana. "Questo è il problema: quando la dottrina della Chiesa, quella che viene dal Vangelo, quella che ispira lo Spirito Santo, diventa ideologia. Questo è il grande sbaglio di questa gente".

Non aver paura degli "ideologi della dottrina"


Queste persone, aggiunge il Pontefice, "non erano credenti”, avevano un’ideologia “che chiudeva il cuore all’opera dello Spirito Santo”. Al contrario, gli apostoli, anche se avranno certamente discusso in maniera forte, "non erano ideologizzati, avevano il cuore aperto a quello che lo Spirito diceva". Infatti, come riporta il libro degli Atti, gli apostoli affermano: "dopo la discussione è parso allo Spirito e a noi". In fine, il Papa esorta i cristiani a non lasciarsi spaventare dalle “opinioni degli ideologi della dottrina”. La Chiesa, conclude, "ha il suo proprio magistero", quello del Papa, dei vescovi, dei concili, ed è necessario percorrere questa strada "che viene dalla predicazione di Gesù e dall'insegnamento e l’assistenza dello Spirito Santo", che è "sempre aperta e libera", perché la "dottrina unisce, l’ideologia divide”.
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