MERCOLEDÌ 27 MAGGIO 2015, 002:30, IN TERRIS

OGGI DON FORTUNATO DI NOTO DELL’ASSOCIAZIONE METER IN UDIENZA IN VATICANO

Nella sua lettera dedicata al Santo Padre, ringrazia il Vicario di Cristo per il suo costante sostegno all’infanzia violata

MILENA CASTIGLI
OGGI DON FORTUNATO DI NOTO DELL’ASSOCIAZIONE METER IN UDIENZA IN VATICANO
OGGI DON FORTUNATO DI NOTO DELL’ASSOCIAZIONE METER IN UDIENZA IN VATICANO
Don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente di Meter – la Onlus che combatte la pedopornografia in rete denunciando siti internet e frequentatori - incontrerà Papa Francesco durante l'udienza generale di mercoledì 27 maggio. Con lui anche una delegazione dell'associazione, tra cui un bambino vittima di abusi, in rappresentanza dei 1.300 aiutati negli ultimi 10 anni.

Il 3 maggio scorso, in occasione della "Giornata dei bambini vittime della violenza" durante l’Angelus Papa Francesco aveva pubblicamente elogiato l'impegno dei volontari dell'associazione di don Fortunato. Il Santo Padre aveva detto per l’occasione: "Vi ringrazio per l'impegno con cui cercate di prevenire questi crimini. Tutti dobbiamo impegnarci affinché ogni persona umana, e specialmente i bambini, sia sempre difesa e protetta".

In ringraziamento all’invito di oggi, don di Noto ha scritto una lettera al Successore di Pietro in cui il sacerdote esprime tutta la sua gratitudine. La missiva inizia così: “Se incontrassi Papa Francesco gli direi: ‘Grazie, Santo Padre’. Sin dall’inizio del pontificato non ha mai fatto mancare parole d’incoraggiamento, sostegno spirituale e indicazioni per operare bene a favore e a tutela dell’infanzia contro ogni forma di schiavitù”. “Inoltre – prosegue lo scritto – porterei dal Papa uno dei bambini vittima di abusi per una carezza, per una lacrima da versare insieme”. E con lui “Ribadirei una profonda e triste verità: la pedofilia, la pedopornografia, gli abusi sono un problema grave, un abominio che tradisce Dio, dove nessuna categoria sociale è esclusa”.

Nonostante le fatiche e le minacce, don Di Noto ribadisce la fedeltà al Papa, alla Chiesa e alla Madonna, sua seconda madre, come anche alla preghiera e ai sacramenti, gli unici strumenti che “Con delicata fedeltà riescono a fortificare la fragilità e il peccato”. Infine, conclude il sacerdote siciliano, con la benedizione di Papa Francesco “Trasformeremo le spade della violenza e del sopruso in aratri per dissodare i terreni aridi e induriti dall’arsura disumana che ha inaridito la bellezza dell’innocenza dei piccoli. I prodigi dell’Amore di Dio, infatti, sono sempre possibili”.
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