SABATO 16 SETTEMBRE 2017, 19:00, IN TERRIS

Nuova legge in Tunisia: donne musulmane libere di sposare non musulmani

Prima, dovevano consegnare un certificato di conversione all’islam del futuro marito

MILENA CASTIGLI
Nuova legge in Tunisia: donne musulmane libere di sposare non musulmani
Nuova legge in Tunisia: donne musulmane libere di sposare non musulmani
Rivoluzione civile-religiosa in Tunisia per le donne musulmane. Da oggi, potranno infatti sposarsi liberamente con uomini di diversa confessione religiosa. Prima della nuova legge, presentata giovedì scorso, le promesse spose dovevano consegnare un certificato di conversione all’islam del futuro marito.

Tutela dei diritti civili


La novità, che conferma la Tunisia al primo posto tra i Paesi musulmani nella tutela dei diritti umani, è stata annunciata dal porta-voce della presidenza tunisina, Said Garrach. “Tutti i testi legati all’interdizione dei matrimoni delle tunisine con uno straniero, ossia la circolare del 1973 e tutti i testi analoghi sono stati cancellati”, ha scritto su Facebook Garrach. E ha aggiunto: “Felicitazioni alle donne della Tunisia per la consacrazione del loro diritto alla libertà di scelta del proprio coniuge”.

Importanti libertà


Come sottolinea Asia News, fra tutti i Paesi arabo-islamici, la costituzione della Tunisia - Paese nord africano a maggioranza musulmana - è l’unica a garantire la libertà religiosa e di coscienza ai suoi cittadini. Le donne tunisine, a differenza di molte altre nei Paesi musulmani, possono svolgere qualsiasi professione, hanno equi diritti in molte sfere - ma non in materia di successione ereditaria: la legge prevede che la donna erediti la metà dei suoi fratelli.

Violenza di genere


Ciò nonostante, nella società tunisina il "gentil sesso" detiene metà dei posti di lavoro in legge e medicina. In più, la legge vieta la poligamia e permette alla donna di divorziare alla pari con gli uomini. Infine, lo scorso agosto Tunisi ha approvato una legge contro la violenza di genere, con la quale viene anche abolita la possibilità degli stupratori di sfuggire alla giustizia qualora sposino le loro vittime. L’esempio è stato seguito da Giordania e Libano.
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