SABATO 29 APRILE 2017, 000:15, IN TERRIS

Nella basilica di S. Eugenio l'ordinazione di 31 sacerdoti dell'Opus Dei

Sarà conferita dal presidente del Governatorato vaticano cardinale Bertello. I diaconi provengono dai cinque continenti

ANDREA ACALI
Nella basilica di S. Eugenio l'ordinazione di 31 sacerdoti dell'Opus Dei
Nella basilica di S. Eugenio l'ordinazione di 31 sacerdoti dell'Opus Dei
Sarà il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato della Città del Vaticano, a conferire oggi l'ordinazione sacerdotale a 31 membri della Prelatura personale dell'Opus Dei. La cerimonia, che si terrà a partire dalle 16 nella basilica di S. Eugenio a Roma e sarà trasmessa in diretta sul sito: http://www.opusdei.org/live o dalla pagina web della Fondazione Beta Films, ha un risvolto particolare perché è la prima dalla scomparsa di mons. Javier Echevarrìa, il precedente prelato che agli stessi candidati aveva conferito il diaconato.

Il ricordo di mons. Echevarrìa


Lo ricorda Álvaro Mira, uno dei prossimi sacerdoti: "Don Javier assisterà felice dal Cielo alla nostra ordinazione. Egli ci ha conferito il diaconato e sono convinto che tutti noi gli stiamo chiedendo di aiutarci a essere buoni sacerdoti. Ricordo il suo forte abbraccio in quella cerimonia. Mi riempie di fiducia pensare che sta chiedendo a Dio di farci essere buoni strumenti suoi”. “I vostri doveri specifici – aveva detto mons. Echevarrìa in quella occasione – debbono essere contraddistinti da una dedicazione generosa e felice a tutti”. Alla cerimonia assisterà il nuovo prelato dell'Opus Dei, mons. Fernando Ocariz, colui che nell'Opera viene chiamato semplicemente Padre.

Dai cinque continenti


I diaconi che saranno ordinati provengono dai cinque continenti: la maggior parte, dieci, sono spagnoli. Ci sono poi tre italiani. Due ciascuno provengono da Perù, Australia, Filippine e Portogallo; i rimanenti da Belgio, Libano, Canada, Colombia, Kenya, Guatemala, Stati Uniti, Venezuela, Cile e Polonia. Tutti sono professionisti che da laici si sono impegnati in un lavoro ordinario prima di rispondere alla positivamente alla vocazione al sacerdozio, per il quale si sono preparati con grande meticolosità, studio e vita di pietà, come chiedeva il fondatore dell'Opera, San Josemaria che amava ripetere che i sacerdoti devono mettere il loro cuore per terra, come un tappeto, affinché i loro fratelli possano camminare sul morbido, per far comprendere lo spirito di servizio a cui sono chiamati. “Ci stiamo preparando per il grande dono e l’enorme lavoro che ci aspetta, confidando che Dio ci sosterrà in questo compito - ha raccontato Luigi Vassallo, uno dei tre italiani - Viviamo questi giorni in un clima di orazione e accompagnati dalle preghiere di molte persone. Vogliamo portare la gioia e la misericordia in ogni luogo, come desidera Papa Francesco”.

 
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