MARTEDÌ 05 SETTEMBRE 2017, 11:53, IN TERRIS

Myanmar, l'appello dei musulmani Rohingya al Papa: "Riporti la pace"

E' stato ufficializzato il viaggio del Pontefice in Myanmar e Bangladesh per il prossimo novembre

MILENA CASTIGLI
Myanmar, l'appello dei musulmani Rohingya al Papa:
Myanmar, l'appello dei musulmani Rohingya al Papa: "Riporti la pace"
“Papa Francesco, aiutaci a risolvere la nostra crisi”. E' l'appello di migliaia di famiglie Rohingya ammassate nel villaggio di Tumbro, nel distretto di Bandarban in Bangladesh, da quando è stato ufficializzato il viaggio del Pontefice in Myanmar e Bangladesh per il prossimo novembre.

"Uomo misericordioso"


Papa Francesco “è un uomo misericordioso”; “lavora per gli oppressi e quindi anche per noi”; “in quanto leader mondiale, se egli si unisse agli altri capi di Stato, di certo la crisi si risolverebbe”, raccontano gli sfollati all’inviato di AsiaNews.

Ancora violenze


La nuova ondata di violenze tra i militanti musulmani dell’Arakan Rohingya Salvation Army (Arsa) e i militari dell’esercito del Myanmar - Stato dell'Asia sudorientale noto anche con il nome di Birmania a maggioranza buddista - ha costretto già circa 20mila musulmani, che sono originari proprio del Bangladesh ma da generazioni vivono sul suolo birmano, ha cercare rifugio nella vicina nazione musulmana per lasciarsi alle spalle morte e distruzione. Nel frattempo nello Stato del Rakhine (in Myanmar) da cui proviene la maggior parte degli sfollati, si registrano nuovi scontri e vittime: in tutto, sono già morte oltre 400 persone.

Le testimonianze


“Per salvare la vita – racconta ad AsiaNews uno sfollato – io e la mia famiglia siamo scappati qui. Prima avevo una casa e tre automobili. Ora viviamo sotto una piccola tenda di plastica. Con il caldo, è difficile vivere in queste condizioni. Ho sentito che papa Francesco andrà in Myanmar, e spero che egli chieda al governo di risolvere l’emergenza”.

Un altro musulmano, che non vuole rivelare il suo nome, possedeva un ampio appezzamento di terra nel Rakhine. “Sono nato in Myanmar e voglio morire in Myanmar – dice – non volevo lasciare il mio Paese. Voglio solo che vengano riconosciuti i nostri diritti come cittadini. Lancio un appello a papa Francesco, affinché egli parli con il presidente birmano Htin Kyaw e riporti la pace”. Fonte: Asia News.
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