MARTEDÌ 16 GIUGNO 2015, 002:16, IN TERRIS

LE FALSE IMMAGINI DI DIO

Un libro del padre benedettino Mark Sheridan spiega come le interpretazioni errate delle Scritture siano state spesso utilizzate per giustificare atti di violenza

REDAZIONE
LE FALSE IMMAGINI DI DIO
LE FALSE IMMAGINI DI DIO
Le interpretazioni errate della Bibbia e le false immagini di Dio sono più antiche del Cristianesimo stesso, e il padre benedettino Mark Sheridan - decano della Facoltà di Teologia del  Pontificio Ateneo Sant’Anselmo di Roma, già Rettore, e personaggio di spicco del mondo accademico - si concentra su come gli scrittori della Chiesa Paleocristiana abbiano affrontato il problema.

Nel suo ultimo libro, “Language for God in Patristic Tradition: Wrestling with Biblical Anthropomorphism” (“Una lingua per Dio nella tradizione patristica: combattere contro l'antropomorfismo biblico”), Sheridan descrive come la Chiesa Paleocristiana abbia affrontato le immagini problematiche di Dio nella Bibbia, descritto come geloso, arrabbiato e vendicativo, citando i commenti dei Padri della Chiesa.

“Origene di Alessandria afferma che la gente ha idee terribili su Dio perché interpreta i passaggi biblici alla lettera”, spiega Sheridan. Il monaco, nato in America, è - come detto - un ex professore e rettore del Pontificio Ateneo Sant'Anselmo di Roma. Attualmente a Gerusalemme, ha cercato di scrivere questo libro grazie al suo grande interesse per la storia dell'interpretazione biblica.

I problemi affrontati da Sheridan nel suo libro non sono solamente teorici. Spiega anche come le interpretazioni errate delle Scritture siano state spesso utilizzate per giustificare atti di violenza.

“Le Scritture sono state usate e abusate per secoli per giustificare qualunque atto che in realtà non è affatto giustificabile”, ha detto in un'intervista a Radio Vaticana. “Così ho voluto dimostrare che è possibile giustificare le Scritture teologicamente”.

Sheridan cita l'esempio di Giovanni Cassiano, quando l'antico scrittore cristiano disse che “Le persone, anche nella vita monastica, utilizzano questo testo per giustificare la rabbia. Questo naturalmente significa rovina spirituale”.

Sheridan ha affermato che il suo libro parla anche dei recenti atti di violenza globale, spesso legati alla religione e, più precisamente, ai testi religiosi. “Ci sono grandi discussioni in corso in questi giorni riguardo alla connessione tra religione e violenza...e tra testi e violenza, di solito in riferimento all'Islam”, ha detto. “Credo che noi occidentali dobbiamo guardare alle nostre Scritture e capire come possano avere un effetto pericoloso sulla società”.

Ha infine affermato che spera che l'eterno contributo dei Padri della Chiesa possa aiutare a stabilire delle linee guida per un'interpretazione delle Scritture che sia “degna di Dio” e “utile” all'umanità.

(Radio Vaticana)

 
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